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Venerdì 23 dicembre 1995. Posso dire che sto cominciando ad invecchiare. Oh! Lo so che mi dicono che ho un aspetto giovane e giovanile, ma oggi ho compiuto 40 anni! Se torno indietro col pensiero mi accorgo che da giovane pensavo che a 40anni sarei sicuramente morta. Perché? Perché i quarantenni a sedici anni sembrano vecchi. E a vent’anni ce ne vogliono altri 20 per averne quaranta e sembra che il tempo non possa mai passare. E invece i giorni si sono accumulati sui giorni e lentamente gli anni sugli anni. Lentamente? Ma quale lentezza e lentezza! Sembra ieri che avevo 15 anni e che sospiravo e penavo per il primo amore e sembra ieri che è nato il mio carissimo bambino. Sembra una vita che ho incontrato l’amore della mia vita e invece è stato solo 23 anni fa! A guardarsi indietro si fa sempre in tempo. ma quello che è brutto è il fatto che sembrano trascorsi via, scivolati fuori dalla tua vita gli anni ei mesi e i giorni. Forse quelle che non passano sono le ore. Ma un’ora può essere lunghissima e anche infinita e anche brevissima. Un attimo. Già, un attimo, una vita. Qualche canzone fa, qualche poesia ed esame fa. Ed è finito tutto. A quarant’anni si è vecchi. No, non è vero. Forse dipende dallo stato d’animo. Io adesso mi sento giovane o vecchia? Non lo so. Ma non desidero invecchiare. Affatto. Ma questo non basta a spiegare perché non mi aspettasi questo giorno, e neppure la sorpresa, l’incredulità con le quali ho accolto questa ormai evidente “evidenza”! cara mia, comincia la discesa. Come in aereo: se soffri di vuoti d’aria (come dice Iaia Caputo), sei perduta. Insomma sto avvertendo uno strappo tra ieri e oggi. Ieri ero ancora giovane, superba, caparbia, arrogante, eterna. Oggi sono caduca come una foglia, autunnale, antiquata, antica, dimessa, nostalgica, vuota. Quasi. Malinconica soprattutto. Sembra che la vita stia scorrendo avanti e che io non possa più fermarla. La malinconia mi ha preso da stamattina, quando mi sono svegliata e ho trovato una torta con 40 (quaranta!) candeline sopra. Una tosse a soffiarle tutte per spegnerle! Basta sigarette! Sono vecchia ormai, devo pensare ai iei polmoni. Non so se amo ancora, accorgendomi di passare di palo in frasca. O forse si. O forse non so più distinguere l’odio, l’indifferenza, la malinconia dall’amore. L’abitudine dalla tenerezza. I neuroni, leggo, cominciano a spegnersi, devo tenere la testa-mente in esercizio. Mioddio! Quarant’anni suonati! Che vegliarda! Ordine del giorno: tre volte la settimana piscina. Palestra (non mi piace la palestra!) 1 volta. Anzi meglio una corsa ogni altra mattina. E chi ne ha voglia?! Ragazza! Cara ragazza di una volta. Fatti su le maniche se vuoi che il tempo non scorra più in fretta!
Sic!.. (AB)
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