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Negli ultimi anni l’Italia sta attraversando un declino demografico drammatico: crollano le nascite e aumentano gli anziani, mentre i giovani cercano fortuna all’estero. Al tempo stesso, da un decennio abbiamo chiuso le porte agli immigrati regolari, nell’illusione che i disoccupati italiani possano svolgere le professioni manuali. Dimenticando che gli oltre 5 milioni di stranieri residenti oggi in Italia rappresentano una forza vitale per il nostro paese. Questi alcuni degli elementi chiave del nono Rapporto annuale sull’economia dell’Immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi a Roma.

Il costo della fuga dei giovani. Da circa un decennio l’Italia è tornata ad essere terra di emigrazione: in dieci anni abbiamo perso quasi 500 mila italiani (saldo tra partenze e rientri di connazionali). Tra questi, quasi 250 mila giovani (15-34 anni). Considerando le caratteristiche lavorative dei giovani in Italia, possiamo stimare che questa “fuga” ci sia costata 16 miliardi di euro (oltre 1 punto percentuale di PIL): è infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati nel nostro paese.

Il gap tra giovani italiani ed europei. Tra le cause di questo esodo vi sono sicuramente le (scarse) opportunità occupazionali che l’Italia offre ai propri giovani. L’Italia registra il tasso di occupazione più basso d’Europa nella fascia 25-29 anni (54,6%, contro una media Ue del 75,0%). Il tasso di disoccupazione italiano (19,7%) è il terzo più alto dopo Grecia e Spagna, dieci punti oltre la media europea (9,2%). Nella stessa fascia d’età, anche il tasso di NEET (chi non studia e non lavora) è il più alto d’Europa: 30,9%, media Ue 17,1%. Inoltre, il livello d’istruzione dei nostri giovani è molto basso: tra i 25 e i 29 anni solo il 27,6% è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea.

Il declino demografico dell’Italia. La popolazione italiana sta diminuendo: si fanno pochi figli (mediamente 1,32 per donna) e il saldo tra nati e morti è negativo da oltre 25 anni. Quindi calano i giovani e aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione (31,3%). Ciò determinerà squilibri economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati.

Chi sono gli immigrati in Italia. La presenza straniera in Italia è stabile negli ultimi anni, con 5,2 milioni di stranieri residenti a fine 2018 (8,7% della popolazione). Il saldo migratorio rimane positivo (+245 mila), anche se la composizione dei nuovi arrivi è molto diversa rispetto al passato: prevalgono i ricongiungimenti familiari, si stabilizzano gli arrivi per motivi umanitari, mentre sono quasi nulli gli ingressi per lavoro. Vi è, complessivamente, una lieve prevalenza di donne (52%) e una netta dominanza di paesi dell’Est Europa (oltre il 45% del totale). Le prime nazionalità (23,0% Romania, 8,4% Albania, 8,0% Marocco) evidenziano che la maggior parte degli immigrati è qui da oltre dieci anni.

Il valore dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri sono 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), mentre solo il 7,6% svolge mansioni qualificate (il restante 60% si divide quasi equamente tra operai / artigiani e commercianti / impiegati). Il contributo economico dell’immigrazione è inoltre dato da oltre 700 mila imprenditori nati all’estero (9,4% del totale) e, a livello fiscale, da 2,3 milioni di contribuenti. Da essi provengono un gettito Irpef di 3,5 miliardi di euro (su un ammontare di 27,4 miliardi di redditi dichiarati) e 13,9 miliardi di contributi previdenziali e assistenziali versati.

VEDI TABELLE ALLEGATE

LA FUGA DEI GIOVANI

Giovani italiani che hanno lasciato l’Italia (2009-2018)

Classe d’età 15-34 anni, Cittadinanza italiana, Saldo tra arrivi e partenze (emigrati al netto dei rientrati). Valore 2018 stimato sulla base del totale italiani 2018.

Elaborazioni Fondazioni Leone Moressa su dati Istat

Il costo della “fuga” dei giovani

Indicatori

Valore

Saldo migratorio giovani italiani (15-34 anni, 2009-2018)

248 mila

PIL potenziale dei giovani emigrati

16 Miliardi Euro

(1,1% del PIL 2017)

Elaborazioni Fondazioni Leone Moressa su dati Istat

Tassi di occupazione, disoccupazione e NEET (2018)*

Media Ue, Primi 5 e Ultimi 5 Paesi. Classe d’età 25-29 anni

Tasso occupazione

Tasso disoccupazione

NEET

Malta

89,8

Malta

2,7

Malta

7,6

Lituania

84,7

Rep. Ceca

3,1

Svezia

8,2

Paesi Bassi

84,1

Paesi Bassi

3,3

Paesi Bassi

8,5

Regno Unito

82,4

Estonia

4,0

Austria

10,9

Austria

80,7

Regno Unito

4,4

Lussemburgo

11,1

Ue 28

75,0

Ue 28

9,2

Ue 28

17,1

Croazia

70,9

Francia

12,6

Slovacchia

21,3

Bulgaria

69,9

Croazia

12,9

Romania

21,5

Spagna

67,0

Italia

19,7

Bulgaria

22,6

Grecia

59,4

Spagna

20,4

Grecia

29,5

Italia

54,6

Grecia

28,5

Italia

30,9

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat

DINAMICHE DEMOGRAFICHE E IMMIGRAZIONE IN ITALIA

Previsioni demografiche per l’Italia

Scenario mediano, dati in Milioni

pop.

15-64 anni

pop.

oltre 65 anni

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Popolazione straniera residente in Italia per cittadinanza (31.12.2018)

Prime 15 nazionalità

Residenti

Distribuzione

% donne

Romania

1.206.938

23,0%

57,5%

Albania

441.027

8,4%

48,9%

Marocco

422.980

8,0%

46,7%

Cina

299.823

5,7%

49,7%

Ucraina

239.424

4,6%

77,6%

Filippine

168.292

3,2%

56,7%

India

157.965

3,0%

41,5%

Bangladesh

139.953

2,7%

27,6%

Moldova

128.979

2,5%

66,2%

Egitto

126.733

2,4%

33,5%

Pakistan

122.308

2,3%

30,4%

Nigeria

117.358

2,2%

40,6%

Sri Lanka

111.056

2,1%

47,0%

Senegal

110.242

2,1%

25,6%

Perù

97.128

1,8%

58,0%

Totale stranieri

5.255.503

100,0%

51,7%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

IL VALORE DELL’IMMIGRAZIONE

Situazione occupazionale per cittadinanza (2018)

Indicatori

Italiani

Stranieri

Totale Occupati (almeno 15 anni)

20.760.000

2.455.000

Var. % 2017/2018

+0,8%

+1,3%

Tasso occupazione (15-64 anni)

58,2%

61,2%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Occupati per cittadinanza e settore di occupazione (2018)

Settori

% Stranieri

su totale

Italiani

Var. %

2017-2018

Stranieri

Var. %

2017-2018

Agricoltura

17,9%

716.300

-1,1%

156.100

+6,1%

Costruzioni

17,2%

1.164.500

-1,3%

242.300

+2,9%

Commercio, alberghi e ristoranti

10,8%

4.234.500

+0,5%

511.800

-2,6%

Altre attività dei servizi

9,6%

10.430.200

+1,1%

1.106.200

-0,1%

Industria

9,4%

4.214.500

+1,2%

438.600

+7,7%

TOTALE

10,6%

20.760.000

+0,8%

2.455.000

+1,3%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Tipologia di professione degli occupati per cittadinanza (2018)

Professioni

Italiani

Stranieri

Qualificate / Tecniche

38,9%

7,6%

Impiegati / Commercio

30,9%

29,4%

Operai / Artigiani

21,9%

29,7%

Personale non qualificato

8,3%

33,3%

Totale

100,0%

100,0%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat

Valore Aggiunto prodotto dagli occupati stranieri per settore di attività (2018)

Settori

Distribuzione

occupati stranieri

“PIL dell’immigrazione”

(milioni di €)

% del V.A. prodotto da stranieri sul V.A. totale

Servizi

45,1%

67.306

7,5%

Manifattura

17,9%

28.818

9,6%

Alberghi e ristoranti

10,8%

10.856

18,6%

Commercio

10,1%

13.705

7,5%

Costruzioni

9,9%

12.768

17,6%

Agricoltura

6,4%

5.878

17,8%

Totale

100,0%

139.330

9,0%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat.

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