CONDIVIDI

Si dovrebbe parlare di programmi scolastici.

Di professori che mancano, di precari che dovrebbero essere stabilizzati.

Di fondi per gli edifici scolastici, per le attrezzature, per la formazione del personale docente e di quello tecnico.

Ed invece ciclicamente, e puntualmente ad ogni inizio di anno scolastico, l’attenzione va al crocefisso che secondo alcuni dovrebbe stare in tutte le aule.

Un dibattito surreale, da cui anche la Corte Costituzionale ha preso le distanze, affermando che la competenza è dei dirigenti scolastici locali. Da cui anche i vertici della comunità  islamica italiana ha deciso di non intervenire, anzi facendo sapere che a parer loro il simbolo della cristianità può stare al suo posto e nessun fastidio provoca.

Fastidioso invece è il vociare di quanti questo dibattito lo alimentano, assumendo contorni che vanno dal fanatismo alla commedia grottesca, con sfumature patetiche.

Un dibattito che le televisioni ospitano. Così come ospitano, ben volentieri, i fautori di tale rumore di fondo.

Un episodio fra i tanti, andato in onda su La7, nel programma L’aria che tira ha visto protagonista Licia Ronzulli, senatrice (sic) di Forza Italia presentatasi alle folle televisive con queste parole: “Una volta sono le merendine, questa volta è il crocifisso: ogni volta che vengo qui ho a che fare con una trovata del ministro dell’Istruzione Fioramonti”. Probabilmente conscia che l’audience non aumentava con la sola verve polemica, la senatrice, in risposta alle parole del ministro della Pubbica Istruzione ha tirato fuori proprio un crocefisso. ed Il video, ovviamente, ha subito fatto il giro del web.

“Perché dobbiamo avere paura del crocifisso?”,  ha continuato la forzista.

Inutili i tentativi della conduttrice di fermare questo fiume (sacro?) in piena, facendo presente che ci sarebbero cose più importanti, se si parla di scuola, per esempio che gli edifici non crollino sulle teste degli studenti. Nulla! La Ronzulli ha continuato, sempre con il crocefisso in mano a parlare della necessità della sua presenza (nel senso della croce) nelle scuole italiane.

E fuori dagli studi televisivi?

È tutto un alzar barricate, con l’alt del centrodestra, Lega in testa, e l’affondo dei vescovi, con il quasi anatema “Guai a chi tocca il crocefisso”.

Un vortice di dichiarazioni che fa tremare le vene ai polsi e, soprattutto fa preoccupare le segreterie e i direttori dei partiti, tanto che il M5S prova a difendersi precisando che l’argomento “non è all’ordine del giorno”, mentre il Pd, come al solito, glissa con il proprio campione di svicolature, Graziano Delrio che D E M O C R I S T I A N A M E N T E dice  “Non mi pare sia necessario riaprire trite dispute ideologiche sul crocefisso”.

Pure da Palazzo Chigi negano contatti con il ministro e precisano che “non è un tema ora”.

Il mInistro dal canto suo cerca di gettare acqua sul fuoco affermando che sono polemiche sterili.

Tutto inutile! Contro di lui insorgono i vescovi. “Dall’uscita del ministro dell’Istruzione sgorga una ignoranza culturale che dispiace vedere in persone che rappresentano la nostra Repubblica”, attacca monsignor Giovanni D’Ercole, segretario della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali.”

Qual è stata l’uscita del Ministro, vi starete chiedendo.

È stata un’uscita che in tempi passati non avrebbe provocato che due righe sull’Osservatore Romano, mentre oggi fa accendere i riflettori di tutti i talk show.

Il ministro ha, coraggiosamente, affermato che sui muri delle aule ci dovrebbero stare la cartine con i nuovi confini degli stati e tutta la strumentazione che renderebbe la scuola italiana veramente moderna.

Vi sembra un’uscita che “sgorga ignoranza culturale”?

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.