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Alla luce di dati raccolti in questi ultimi anni, numerosi scienziati affermano che la Terra è all’inizio della sesta estinzione di massa della sua storia.

Una catastrofe, aggravata dal fatto che questa sarebbe la prima attribuibile all’uomo e alle sue attività.

Infatti secondo le previsioni di questi scienziati in tempi relativamente brevi un milione di animali e vegetali scompariranno dalla Terra e dagli Oceani, e ciò sarebbe l’equivalente di 1/8 di tutte le specie che popolano il pianeta.

Non basta l’emergenza climatica, emergenza snobbata da alcuni organi di stampa italiani a seguito della coda d’inverno che ha interessato la nostra penisola, ora dobbiamo fare i conti anche con l’emergenza ambientale.

A lanciare l’allerta non sono i “gretini”, come amabilmente i citati organi di stampa definiscono quanti hanno a cuore l’ambiente ed il clima. L’allarme è lanciato dall’organismo Onu sulla biodiversità, che la scorsa settimana si è riunito a Parigi per una settimana, dove erano presenti i rappresentanti di 130 Paesi.

E’ un dato shock quello annunciato dalla Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi (Ipbes) che proprio da Parigi ha chiesto formalmente ai leader mondiali di passare all’azione quanto prima, perchè non tutto è perduto. Secondo gli esperti l’unica speranza per evitare il peggio è quella di porre fine allo sfruttamento intensivo degli ecosistemi per le attività umane.

“La salute degli ecosistemi da cui dipendiamo, così come di tutte le altre specie, si sta deteriorando più velocemente che mai” ha denunciato il britannico Robert Watson, presidente dell’Ipbes, al termine dei lavori.

In Europa le specie più colpite sono l’allodola – meno 50% negli ultimi 40 anni – la piccola farfalla blu – in calo del 38% dagli anni ’70 – mentre un terzo delle api ed insetti è a rischio estinzione, senza dimenticare scoiattoli rossi, pipistrelli e ricci.

Sono proprio questi dati che hanno spinto numerosi scienziati ad affermare che la Terra è all’inizio della sesta estinzione di massa della sua storia, la prima attribuita all’uomo e alle sue attività.

Negli ultimi secoli per mano dell’uomo sono già scomparse 680 specie di vertebrati.

Gli esperti avvertono che la perdita di biodiversità avrà un impatto diretto su ciascuno di noi: dal cibo all’energia, dall’acqua potabile alla produzione di farmaci fino all’assorbimento del CO2. “La quantità di elementi della natura che sfruttiamo a vario titolo è immensa. Ed è fondamentale per l’esistenza e la prosperità della vita umana. Anche perchè la maggior parte di tali materie prime non è sostituibile”, precisa il rapporto Onu.

Tra gli esempi concreti citati, la dipendenza dal legno per la produzione di energia per più di due miliardi di persone, le medicine naturali che ne curano 4 miliardi e la necessaria impollinazione del 75% delle colture da parte degli insetti, specie maggiormente a rischio estinzione.

Vogliamo una volta tanto dar credito alle parole degli scienziati ed ignorare gli atteggiamenti bulleschi di Trump!!

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