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In foto Matteo Salvini

Un uomo prima ed un Ministro poi dalle idee chiare.

“Sono assolutamente contrario come ministro, da italiano e papà, a qualsiasi sottovalutazione del male che fa qualsiasi utilizzo di droga, quindi mi auguro che nessuno avalli la vendita di questo genere di sostanze. Aggiungo  che stiamo lavorando, insieme ad altri corpi dello Stato, per andare a verificare la giungla che ci siamo trovati a gestire come regalo di qualcuno che c’era prima: tutti i canapa shop e i coffee shop che hanno aperto come funghi e che in un caso su due in caso di controlli si rivelano centro dello spaccio. Io non voglio lo Stato spacciatore, assolutamente”.

Una presa di posizione ferma che, anche se ammettesse repliche, non potrebbe essere più chiara.

Quello che non comprendiamo è il volo pindarico dalla cannabis alla prostituzione, passando per l’amore.

Infatti il ministro dice “far l’amore non fa male, la droga sì, ma il dossier sulle case chiuse lo vedremo più avanti ne ho già molti aperti”.

Saranno gli effetti a distanza del THC, ma nessun nesso fra droga e amore, né tantomeno fra amore e sesso a pagamento.

Almeno così sembrerebbe a noi, che non facciamo uso di droghe e non concepiamo il sesso a pagamento. E non ci verrebbe mai in mente di chiamarlo amore.

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