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A ridosso delle mura di via borgovado, al numero civico 3 si erge in tutta la sua maestosita’ la basilica di santa maria in vado. La tradizione vuole che in quel posto si ergesse in tempi antichissimi un capitello su cui, nel v secolo, fu collocata una immagine della beata vergine maria, detta di san luca o di costantinopoli. Ed e’ proprio in suo onore che presumibilmente del 457 fu costruita una chiesa con il fonte battesimale, per far si che i fedeli delle case attorno, denominate del borgovado, non fossero piu’ costretti ad attraversare il guado del po e recarsi alla cattedrale di san giorgio per ricevere i sacramenti. Dopo secoli di incontrastata fede, inizio’ a serpeggiare in tutte le grandi citta’, un’ondata di fortissimi dubbi religiosi, tanto che i fedeli misero in discussione le presenza del corpo e del sangue di cristo nell’eucarestia.

Nella domenica del 28 marzo 1171, giorno di pasqua, nella messa solenne officiata dal priore padre pietro da verona, allo spezzar del pane consacrato, il sacerdote e gli astanti videro sprizzare dall’ostia un fiotto di sangue che asperse la volta sopra l’altare della celebrazione.

Riporta a tal proposito giuseppe antenore scalabrini, (1694-1777):

“vole il signore manifestare ai miscredenti ed eretici in quel tempo l’esistenza reale del suo corpo e sangue sotto le specie sagramentali nel gran sacrificio dell’altare, quando pietro da verona venuto all’atto di spezar l’ostia sagrosanta, da essa ne usi’ in tal abbondanza il vivo e vero sangue che a vive gozie s’attacco’ e spruzzo’ tutta l’abside o’ sia volto della capella sotto di cui si celebrava”

il fenomeno lascio’ tutti basiti ed ogni dubbio fu fugato. Nel 1594 per volere del duca alfonso ii d’este venne realizzato il tempietto del “preziosissimo sangue” attorno alla piccola volta del miracolo. Si tratta di un santuario in miniatura, formato da una capella interiore con colonette binate doriche e da colonette superiori ioniche, alla quale si accede da due scale laterali su cui si poggia un timpano che regge a sua volta una piccola cupola. Dopo questo avvenimento, la piccola abside divenne famosissima, anche oltre i confini nazionali, e meta di culto e pellegrinaggio di frotte di credenti.

L’interno della basilica, con tre navate divise da colonne, abside e transetto. Il soffitto e’ arricchito da cinque tele di carlo bononi (1569-1632). Ai lati dell’altare si trovano due gigantesche tele di domenico mona (1550-1602): “la nativita’ di maria” e “la nativita’ di gesu'”. A fianco di queste, nella parte piu’ interna, si trovano “le nozze di cana”, “lo sposalizio della vergine” e l’affresco del catino “esaltazione del nome di dio” di carlo bononi. Nella grande ancona dorata sottostante il catino si ammira di camillo filippi. (1500-1574), la cinquecentesca “annunciazione” .

La basilica e’ visitabile tutti i giorni.

Roberta Morelli

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