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Si elaborano strategie, si piazzano i nomi più attrattivi, si fanno dichiarazioni, ma la cosa più importante per chi vuol partecipare alle elezioni è il deposito del simbolo.

Senza questa operazione non è possibile fare alcunchè.

Ecco quindi che i rappresentanti delle varie formazioni politiche sono stati in fila, si dice sotto una pioggia battente, per depositare il proprio simbolo.

47 sono stati quelli depositati.

Tra i più originali spiccano senza dubbio il Partito dell’Iva, quello del Leone d’Italia e quello dei Gilet arancioni.

Se vi sembrano tanti sappiate che sono in calo rispetto a 5 anni fa, quando ne furono depositati 64.

Fra questi 47 solo 11 simboli hanno al proprio interno un riferimento alla famiglia europea di appartenenza e solo 5  hanno al proprio interno il nome del leader, precisamente sono la Lega, Salvini premier; FI, Berlusconi; Fratelli d’Italia, Meloni; Poeti d’azione, D’Agostini; La Catena, Bruno.
Ma questo non è un dato definitivo. Ora gli uffici dovranno stabilire quali  tra i 47 in corsa, ha i titoli per partecipare alle elezioni.

Solo chi supererà questo scoglio, dovrà presentare le liste il 16 e il 17 aprile prossimi in cinque corti d’appello.

Per la cronaca chi è collegato con un gruppo politico presente nell’Europarlamento o nel Parlamento italiano è esente dalla raccolta delle firme.

Per tutti gli altri  ci sarà bisogno di raccogliere almeno 30mila firme per ogni circoscrizione, di cui almeno 3mila in ciascuna regione.

A balzare agli occhi non solo i simboli e i nomi “stravaganti” ma anche i simboli tradizionali.

Per esempio lo scudocrociato compare nei contrassegni di Dc e Udc.

La falce e martello nei contrassegni di Pci e Partito comunista di Rizzo.

La rosa nei contrassegni di Psi, Lista Marco Pannella e ‘Pensioni e lavoro’.

La fiamma nel contrassegno di  Fratelli d’Italia.

Il ramoscello d’ulivo è nel contrassegno Pd.

Alberto da Giussano corre con la Lega.

Il leone di San Marco con la Liga veneta.

La stella alpina con Svp.

Le cinque stelle gialle nel contrassegno M5s.
è indubbio però che a far notizia sono I più bizzarri e fra questi possiamo annoverare i già citati   ‘Partito dell’Iva’, ‘Leone d’Italia’ e ‘Gilet arancioni’.

Quest’ultimo, depositato dell’ex generale dei carabinieri, Antonio Pappalardo,  vede sullo sfondo arancione una chiave di violino con lo slogan “Si cambia musica”.

E come non citare  “i Forconi” o “il Movimento Poeti d’Azione”. o il partito animalista o quello internettiano, o il partito pirata, o “Ora rispetto per tutti gli animali” .

Rispetto per tutti gli animali, certo, ma anche per tutti i politici e per i loro movimenti e partiti.

Con questi requisiti, sempre rimanendo rispettosi, ne vedremo delle belle.

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