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Mauro Bonato è un leghista. Nell’anima.

Ha ricoperto il ruolo d  capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Verona.

Ora non lo è più. Capogruppo. Ma continua ad essere leghista, nell’anima, e dice che “non vuole polemizzare con le singole persone, perché la mia battaglia riguarda il coinvolgimento del Comune di Verona nell’organizzazione di un evento,  il Congresso delle famiglie, in cui figurano relatori che hanno fatto dichiarazioni agghiaccianti”.

Bonato ce l’ha anche con il ministro Lorenzo Fontana. “Se il ministro voleva un’iniziativa sua, con i suoi supporter, poteva organizzarla col Ministero della Famiglia senza tirare in mezzo il Comune di Verona”.

E spara anche dove ora, pochi in Italia hanno coraggio di sparare. A quel Matteo Salvini, vicepremier di nome, premier di fatto.

A Bonato non va giù che Salvini vada a quel congresso a rimarcare le parole di Papa Francesco sulla famiglia, in quanto i relatori del Congresso ci sono due cardinali, Walter Brandmüller e Raymond Leo Burke, che avevano firmato i Dubia sull’Amoris Laetitia del Pontefice.

Mauro Bonato dopo le dimissioni da capogruppo in aperta polemica con gli organizzatori del Congresso di matrice catto-leghista, pur restando leghista nell’anima, è stato espulso dal partito, a luglio scorso, ma ha continuato a guidare il gruppo consiliare fino a pochi giorni fa.

Oggi, come risulta anche dal sito del Comune, resta un consigliere leghista. Nell’anima, come si diceva.

Ma imperterrito continua la sua battaglia per il rispetto dei diritti civili e sabato 30 marzo, il giorno in cui prende avvio il congresso, sarà in prima fila al corteo di protesta, mentre i ministri leghisti Bussetti, Fontana e Salvini parteciperanno al Congresso.

Bonato è convinto della buona riuscita della manifestazione di protesta, nella quale sfileranno anche associazioni cattoliche e sindacati contro questo famigerato convegno in cui, afferma, “ci sono relatori che hanno usato parole agghiaccianti contro la dignità umana, contro le donne, contro gli omosessuali e contro gli uomini in generale”.  E rincara la dose “È come se io organizzassi un convegno sulla corruzione e invitassi tra i relatori qualcuno condannato per corruzione contro la Pubblica amministrazione. Ripeto, per me è assurdo che si dia il marchio del Comune, Ente pubblico, a un evento che ha ospiti del genere”.

Bonato è entrato in Consiglio comunale nel 2017.Proviene dalla Liga Veneta del 1990, la formazione la cui la segretaria era Marilena Marin. Prima di questa esperienza, nel ’92 e nel ’94, è stato deputato leghista e poi dal ’93 al ’99 sindaco di Bosco Chiesanuova, il suo paese d’origine. Era rimasto ai margini per un po’ di tempo, sino al 2017, quando è tornato a svolgere attività politica in comune a Verona. Poi le battaglie intestine alla Lega cittadina lo hanno spodestato dall’incarico di capogruppo leghista.

Imbarazzati, si dicevano alcuni colleghi di partito, si vociferava di una sua presunta omosessualità, categoria abborita dalla compagine leghista.

Ma a Bonato il gossip non interessa. Ed anziché querelare chi lo ha diffamato pesantemente su facebook (riportando storie che superavano abbondantemente il limite della decenza) l’ex capogruppo continua la sua battaglia sui diritti civili.

Tornerà a chiedere al sindaco per quale motivo sono state invitate al Congresso persone come l’arciprete Smirnov o Silvana De Mari, che hanno usato termini offensivi contro chi decide di abortire e contro gli omosessuali.

Ma senza tradire il suo mandato, quello ricevuto dai cittadini, e alla domanda se resterà nella Lega risponde: “Sì, io sono consigliere comunale del gruppo della Lega e resto lì. Per portare avanti le mie battaglie di civiltà che ho sempre condotto nella mia vita e anche per un altro motivo, quello di  umanizzare i trogloditi”.

Non è sempre vero che al buio tutti i lupi sono grigi.

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