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Sabato 2 marzo anche COMIN prenderà parte alla manifestazione People – prima lepersone. A sfilare, oltre a molti soci della cooperativa, ci saranno amici e i cittadini dei territori in cui COMIN è presente come realtà sociale.

In manifestazione sfileremo con le bandiere della COMIN su cui compare grande e colorata la scritta “Nulla può accadere senza un incontro”; nel messaggio è sintetizzato ciò che ha reso possibile una storia cooperativa lunga oltre 40 anni. 

Spiega Emanuele Bana, presidente di COMIN

Per COMIN benessere e disagio devono entrare in contatto e dialogare, alla ricerca di soluzioni comuni che rispondano alle esigenze della collettività. Occorre, per questo, favorire occasioni d’incontro e relazione, dando vita a contesti comunitari che divengano progressivamente capaci di esprimere solidarietà tanto al loro interno quanto all’esterno. La scelta di colorare le parole che compongono lo slogan sta a significare che la diversità portata da ognuno è quella che rende ogni incontro inedito e per questo autentico.  Lavorare per contrastare la povertà educativa attraverso il progetto sperimentale “Primi Passi. Polo sperimentale per la Prima Infanzia” realizzato dal Comune di Milano e finanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini, per COMIN, che è partner, vuol dire offrire maggiori opportunità educative ai bambini da 0 a 6 anni e alle loro famiglie e rafforzare la costruzione di un legame forte tra famiglie, scuola e territorio. In altre parole questo vuol dire prendersi la responsabilità di tutti e di tutto, a partire dai più piccoli, favorendo una politica della relazione che contrasti con i ritorni identitari.Allo stesso modo col progetto “Qubì Loreto” sostenuto da Cariplo insieme ad altre fondazioni d’impresa e bancarie lavoriamo alla creazione di una ricetta comune contro la povertà infantile che permetta di dare risposte concrete a famiglie in difficoltà. Vivere in povertà assoluta significa non accedere a beni fondamentali per crescere e a Milano 1 minore su 10 non può permettersi un’alimentazione corretta.E poi, tra i servizi educativi di COMIN vi è Cassiopea progettato nel 2002 per rispondere ai bisogni delle famiglie straniere che hanno vissuto la fase del ricongiungimento familiare con i propri figli, tra i 14 e i 20 anni, e ai genitori in attesa di ricongiungimento. I nostri educatori accompagnano i figli neo ricongiunti in una nuova realtà sociale e culturale, quella italiana, aiutandoli a superare il disagio provocato dallo sradicamento dalla propria terra d’origine e assistere i ragazzi stranieri arrivati in Italia durante la delicata fase del ricongiungimento familiare. Ad oggi grazie a Cassiopea COMIN ha preso in carico 250 ragazzi e condotto un lavoro di prevenzione che contrasta e riduce il rischio emarginazione. COMIN sabato prenderà parte alla manifestazione pubblica nazionale per dire no alla politica della paura e alla cultura della discriminazione, per ribadire che il nemico non è lo straniero come vogliono farci credere, che non c’è qualcuno che viene prima di altri e per ricordare che praticare l’accoglienza non toglie diritti a nessuno.

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