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In foto il palazzo del Parlamento Europeo a Strasburgo

Ancora cattive notizie per l’economia italiana. Da una parte la diffusione del Pil dell’Eurozona e della Ue-28 (dati Eurostat), che vede l’Italia all’ultimo posto, l’unica con il segno meno. Dall’altra parte l’allarme dell’agenzia di rating Moody’s che parla di “un significativo rischio di elezioni anticipate probabilmente dopo le elezioni europee”. Il giudizio dell’analista sull’Italia dell’agenzia di rating, Kathrin Muehlbronner, è stato molto duro nei confronti delle politiche gioalloverdi, soprattutto ha puntato il dito sull’incertezza politica: “La situazione è poco chiara e il rischio politico è difficile da prezzare”, ha evidenziato.

Poi il focus sull’economia: “Avevamo una stima dell’1,3% sulla crescita del Pil italiano. Quest’anno sarà sicuramente sotto l’1%, probabilmente un valore tra 0 e 0,5%”. Quanto al rating di Moody’s sull’Italia, abbassato lo scorso ottobre, “abbiamo un outlook stabile, copre un arco di 12-18 mesi e non vediamo cambiamenti”, ha aggiunto sottolineando che “abbiamo assunto una crescita bassa, per un paio di anni al massimo, e sotto 1%”. Di fatto quello che sostiene l’agenzia di rating americana è che l’aumento dei costi di finanziamento del debito pubblico italiano sono da imputare al rischio politico interno e non alla crisi economica internazionale, come continuano a sostenere i leader dei due partiti di maggioranza

Tornando ai dati Eurostat, si diceva, l’unico segno meno di fianco alla lista dei Pil dei paesi europei nel quarto trimestre dello scorso anno è tricolore. Ma se il 2018 si è chiuso male, non sono per nulla confortanti i segnali che arrivano da questo primo scorcio di 2019. La situazione di permanente debolezza dell’economia evidenziata dai principali indicatori ha infatti portato Confcommercio – nella sua “Congiuntura” – a stimare una variazione nulla del Pilmensile a febbraio rispetto a gennaio. Dato, questo, che porterebbe a una decrescita dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018.

E a questo valore va aggiunto il calo della fiducia delle imprese, secondo quanto rilevato dall’Istat. Un dato quest’ultimo, che non fa ben sperare per la crescita dei prossimi mesi.

STEFANO MINNUCCI

Fonte: democratica.it

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