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Quindi, salvo ripensamenti e inconvenienti del ultimo minuto, Paolo Savona sarà il prossimo presidente della Consob, l’autorità di controllo sulla Borsa.

La nomina, da settimana nell’aria, è ora praticamente certa: il consiglio dei ministeri del 5 febbraio scorso  ha «deliberato l’avvio della procedura», come si legge nel comunicato del Governo. L’incarico è incompatibile con l’impegno ministeriale, per cui Savona non potrà restare ministro degli Affari europei.

A dire il vero ci sarebbe un altro ostacolo e non è chiaro il modo in cui sono stati superati i vincoli previsti dalla legge Frattini e confermati dalla riforma Madia, in base ai quali deve passare almeno un anno fra un incarico di Governo e la presidenza della Consob.

Se vogliamo essere precisi ci sarebbe un altro motivo di incompatibilità: non sono passati due anni da quando Savona era nel board del fondo Euklid, che è un soggetto vigilato dalla Consob stessa.

Nonostante ciò l’accordo è stato raggiunto, nel governo e l’indicazione è stata chiara.

Sulla poltrona più alta della Consob, l’economista succede a Mario Nava. Dalle forze di opposizione, soprattutto il Pd, arrivano dunque critiche al Governo per una nomina che prevede chiari profili di incompatibilità.

Paolo Savona, 82 anni, economista di respiro internazionale, docente universitario di Politica economica, era già stato ministro dell’Industria, nel governo Ciampi. Ha ricoperto molti incarichi istituzionali, fra cui la direzione generale di Confindustria. E’ vicepresidente dell’Aspen Institute.La sua permanenza nel Governo è stata relativamente breve, dopo un avvio particolarmente burrascoso: inizialmente doveva diventare ministro dell’Economia, ma l’opposizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha provocato lo slittamento agli Affari europei (dopo aver rischiato di far saltare la stessa formazione dell’esecutivo).

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