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«I nostri consigli anti truffa? Non aprire la porta agli sconosciuti, non comunicare informazioni personali agli addetti dei call center, non credere a chi promette la restituzione di denaro. Se si hanno dei dubbi circa l’identità degli addetti di un’azienda, chiamare il gestore. Trascrivere sempre i riferimenti delle persone con cui parliamo. Ricordare che c’è la possibilità di recedere dai contratti entro quattordici giorni dalla firma. E poi non lasciare copie delle bollette in giro, perché tramite il codice identificativo è possibile risalire ai riferimenti personali». Sono leraccomandazioni di Carlo Garofolini, mestrino di Martellago, presidente di Adico. «Contiamo centinaia di segnalazioni di truffa. Ogni giorno sono sempre più fantasiose». L’ultima risale a un paio di giorni fa. Una signora distinta, sui cinquant’anni, si è introdotta a casa di un’anziana della Gazzera, spacciandosi per un’amica della figlia. Dicendole di non farne parola con nessuno, leha proposto di installare a casa sua una «calamita antifurti», contro i malintenzionati. Per questo, però, aveva bisogno che la donna le portasse tutti i soldi e i gioielli che aveva in casa. Il finale di questa storia è facilmente intuibile. Vittime dei raggiri sono soprattutto gli anziani che vivono da soli. Le tecniche principali sono le solite: sconosciuti suonano alla porta fingendosi amici dei parenti o dicendo che i figli o il coniuge hanno avuto un incidente. In questo modo, magari aggiungendo dei particolari sulla vita del loro interlocutore, guadagnano la fiducia dell’anziano .Ma vicino ai furti in piena regola esiste un ventaglio enorme di raggiri perpetrati dai venditori porta a porta. La truffa dei cataloghi, ad esempio. Con i venditori che si introducono a casa dell’anziano, consegnandogli un catalogo e facendogli firmare un foglio. «Per la semplice consegna del catalogo», sostengono. Con il malcapitato che invece nel giro di pochi giorni si ritrova la casa piena di tutti gli oggetti presentati nel catalogo (spesso si tratta di mobili). Contratti da migliaia di euro che certo l’anziano non aveva alcuna intenzione di concludere. «Quello delle truffe porta a porta è un fenomeno che non conosce crisi e, anzi, si affina sempre di più» continua Garofolini. Un altro raggiro, il passaggio da un gestore a un altro, spesso per mezzo di persone che si spacciano per dipendenti di una determinata azienda, con cui in realtà non hanno alcun rapporto. O, ancora, l’offerta di contratti per risparmiare, soprattutto su gas e luce, molto spesso stipulati al telefono e altrettanto spesso, metodi per spillare qualche migliaio di euro al malcapitato di turno. Un altro classico: il truffatore che propone l’installazione di un falso strumento di rilevazione delle fughe di gas. E, infine, un’offerta che fa gola a molti: la richiesta di controllare una determinata bolletta, con la possibilità di restituzione dei soldi ingiustamente versati. Fuori di casa, la tecnica dell’abbraccio fingendosi amico e la truffa della cassetta di frutta caricata in auto mentre l’anziano risale al volante. Ma qual è l’«identikit» del truffatore modello? Quasi sempre si tratta di uomini e donne che infondono fiducia nel loro interlocutore. Sono ben vestiti, appaiono come persone distinte e sono preparati a parlare con un’«ars oratoria» di prim’ordine. Insomma, sanno esattamente come risultare convincenti.

LAURA BERLINGHIERI

Fonte: La Nuova Venezia

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