CONDIVIDI
Apparteniamo alla maggioranza silenziosa.
Quella che lunedì scorso ha preferito fare altro.
Fare altro che guardare il programma di Beppe Grillo, su Rai2, fare altro che guardare “Adrian” su canale 5.
Una maggioranza silenziosa, ma schiacciante.
Grillo ha fatto registrare ascolti di poco superiori al milione di telespettatori, il cartone animato, con i splendidi disegni di Manara, un po’ meglio, ma certo al di sotto delle aspettative degli autori e dei programmatori.
Il tratto comune dei protagonisti è quell aurea messianica, che da anni sembra non abbandonare i due.
Quella convinzione, profonda, che li fa sentire sempre dalla parte giusta.
Un comico, il primo, che sembra non aver capito che lo sberleffo non è sinonimo di offesa gratuita e generalizzata.
Un cantante, il secondo, che sembra non rendersi conto che quando non si ha nulla da dire è meglio star zitti. E che quel silenzio non ha altro valore.
Un comico ed un cantante che fino all altro ieri hanno vissuto fuori dalla società reale e che oggi pontificano su come la società dovrebbe essere, secondo il loro insindacabile giudizio.
Entrambi attratti da quel medioevo culturale che non riconosce il valore del progresso e le conquiste della scienza, opponendo loro un vagheggiato passato migliore, fatto di quelle cose semplici che essi non hanno mai vissuto o provato, in quanto con i soldi guadagnati quelle cose le hanno evitate. E si sono costruiti ville, comprati auto, pagato servitù.
Ma piace sognare un mondo bucolico e affascinare con la finta modestia, che altro non è che alterigia. Sempre pronti a farsi adorare da quanti li ascoltano e a cacciare con infamia quanti li criticano.
Un comico e un cantante che hanno avuto un grande successo, in virtù di un talento sconfinato.
Un comico e un cantante che si credono molto altro e molto di più.
Un comico ed un cantante che se si limitassero al loro ambito sarebbero veramente grandi.
Ed invece vogliono fare altro. Ed invece vogliono fare di più.
Ignorando quel adagio anglosassone. Less is more.
Anche perché quel di più, quel comico e quel cantante, non lo possiedono.
E finiscono entrambi per far ridere.
Ignorando, anche in questo caso ignorando, il confine fra divertente e ridicolo.
In un caso basta non prestare attenzione a tutto ciò che viene fatto al di fuori Dall ambito musicale. E rimanere estasiati ogni qualvolta intona “una carezza in un pugno”.
Nell altro caso si sarebbe dovuto reagire quando mandava tutti  Affanculo, ma non è mai troppo tardi. Per reagire. E restituire la cortesia.
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.