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In foto Gian Antonio Cibotto

Il «Caso Cibotto» ha gettato un velo di imbarazzo su tutta la città, tanto che anche il gruppo consiliare della Lega Nord ha poi deciso di condividere l’istituzione della commissione d’inchiesta unendosi all’iniziativa di Obiettivo Rovigo e di Forza Italia volta a fare luce e chiarezza sulla vicenda.

Emblematiche e devastanti riteniamo siano state, a tal proposito, le foto dei libri inviati al macero che sono state comunque provvidenziali perché hanno avuto l’indiscutibile merito di avere reso noto quanto era accaduto mentre non potevamo rimanere insensibili di fronte alle non trascurabili problematiche e perplessità sull’operazione di smaltimento di una quantità considerevole di libri, sollevate da una parte del Consiglio di Amministrazione della stessa Accademia dei Concordi.

La richiesta di costituzione di una commissione d’inchiesta, condivisa anche da una parte della minoranza, in primis dal consigliere Vernelli sin dal novembre 2018, ha fatto sì che la questione, scevra da qualsiasi intento di carattere politico, potesse approdare in consiglio comunale, con il solo ed esclusivo scopo di tutelare la città e le sue istituzioni, in primis l’Accademia dei Concordi e i suoi stessi amministratori, sgomberando il campo da ogni qualsiasi ombra o dubbio sulla spiacevole vicenda che tante polemiche sta suscitando con ciò compromettendo l’immagine della città.

Non possiamo comunque non esprimere la nostra piena soddisfazione nel constatare che appena la richiesta di costituzione della commissione d’inchiesta è stata resa nota, è stato finalmente reso pubblico il testamento di Cibotto mentre la signora Anna Maria Battizocco, con una lettera aperta, ha spiegato che lo zio voleva che il suo lascito fosse riordinato scrupolosamente e privato solo delle parti senza valore aggiungendo, però, di non essere stata informata dell’invio al macero dei libri considerati inutili e di non avere avuto alcun ruolo nella scelta dei singoli volumi prescelti per lo smaltimento.

Alla luce di tali sviluppi, in luogo della costituzione di una commissione d’inchiesta, siamo pertanto disponibili a valutare la soluzione alternativa di affidare la trattazione del  tema alla quarta commissione consiliare da convocare in tempi stretti con sedute molto ravvicinate tra loro, nel corso delle quali tutti i protagonisti coinvolti in questa vicenda potranno essere sentiti.

Nel caso in cui, al termine dei lavori della commissione, non fosse fatta piena luce sull’intera vicenda e rimanessero questioni non chiarite o domande senza risposta, o si rendessero necessarie valutazioni ancora più approfondite, i consiglieri di Obiettivo Rovigo, Forza Italia e Lega Nord chiederanno a gran voce l’istituzione della commissione d’inchiesta con l’ambita speranza di incontrare, in tal caso, il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari.

Non possiamo infatti esimerci dal sottolineare la necessità di massima trasparenza nei confronti del consiglio comunale con l’auspicio che i lavori della Commissione che si occuperà del caso, qualunque ne sarà la natura, rappresentino un momento di condivisione tra tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione poiché la storia e la cultura sono un bene comune, patrimonio della città e dei suoi cittadini

Fa comunque piacere sottolineare che chi oggi sostiene che il ricorso alla commissione d’inchiesta sia sbagliato ritenendo più idonea la commissione consiliare, senza la nostra proposta non avrebbe sollevato la questione in consiglio comunale.

IL COORDINATORE DI OBIETTIVO ROVIGO CLAUDIO PARON E I COMMISSARI PIERGIORGIO CORTELAZZO ( FORZA ITALIA ) E FABIO BENETTI ( LEGA)

I CAPOGRUPPO CONSILIARI NICOLA MARSILIO ( LEGA NORD ), VANI PATRESE ( FORZA ITALIA ) E LUCA PARON ( OBIETTIVO ROVIGO )

I CONSIGLIERI COMUNALI:

ARETUSINI MICHELE

RUGGERO RICCARDO

ANDRIOTTO GIANCARLO

DENTI ANDREA

RAULE STEFANO

GABBAN LUCA

AVEZZU PAOLO

SERGI CARMELO

BORGATO RENATO

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