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Rousseau è un pensatore controverso. Ebbe un’influenza importante sulla rivoluzione francese. Ma alcuni sempre in Francia lo accusarono anche degli eccessi del Terrore…. Non pretendiamo che Mr. Ping/Di Maio conosca il pensiero di Rousseau, e neppure che sappia che sia veramente esistito: può benissimo fermarsi alla Piattaforma, pazienza. Ma da un vice-presidente del consiglio ci aspettiamo almeno di non perseverare negli errori, perché si rischia di diventare diabolici…. È già dovuto scendere dal famoso balcone.

Tra poco dovrà fare altri salti stile doppio carpiato per liberarsi dalla sua nuova arma di distrazione di massa: il Gilet Jaune a cui ha offerto appunto sostegno, incoraggiamento e piattaforma. Dopo tutto il tempo e i soldi che Di Maio e Salvini “in divisa” ci hanno fatto perdere con lo strampalato negoziato sulla legge di bilancio, li pensavamo dediti ora almeno ad assicurare la piena applicazione di una legge che, procedura di infrazione o no, rimane pessima per l’Italia. Invece (o forse proprio per questo….!) l’improbabile coppia Salvini-Di Maio cerca nuovi guai quotidiani prendendosela sempre e comunque con qualcuno all’estero.

Sempre alla ricerca del capo espiatorio straniero, in vero stile Orban/Maduro, non a caso i loro modelli: i migranti, Malta, Bruxelles, Macron, forse ora pure il Vaticano….Più sono in disaccordo in Italia, più sono d’accordo per trovare un nuovo nemico esterno ogni giorno. Con la Francia, poi, dimostrano particolare accanimento e altrettanto dilettantismo, a danno degli interessi nazionali. Citiamo solo alcuni esempi: incapacità di decidere sulla Lione-Torino, rifiuto di promuovere l’anno di Leonardo Da Vinci, chiusura alla nuova politica di redistribuzione dei migranti nel mediterraneo, rifiuto di partecipare all’iniziativa strategica europea (difesa)….

Poi ieri, appunto, una dichiarazione senza precedenti: l’invito a non mollare a un movimento che si è segnalato proprio sabato scorso per “incontri di pugilato” con la polizia francese, ruspe nei ministeri, ripetuti gesti e slogan antisemiti e omofobi. Dilettantismo, goffaggine, totale mancanza di senso delle istituzioni e della diplomazia. Ma se fosse un gioco di M5S e Lega, potremmo ignorarlo. Il problema è che sostenere i Gilets, offrire la piattaforma Rousseau e poi andare a Varsavia da Kaczynski, come fanno i vicepresidenti Di Maio e Salvini,  è un gioco molto pericoloso e che rischia di isolare politicamente l’Italia. E a questo e per questo dobbiamo opporci con forza. Perché non è così che si difendono gli interessi italiani. Magari, se ci fosse un ministro degli Esteri chiedendo a lui quale sia la vera posizione dell’Italia su questi e altri temi….

C’è però un aspetto più strettamente politico. Lo “sconfinamento” di Mr. Ping e dell’uomo in divisa, molto grave sul piano istituzionale, è una altra “prova”del cambiamento politico globale. Sempre di più, infatti, la ricomposizione politica avviene attorno nuovi temi e nuovi metodi. Sempre più apertura contro chiusura, riforma contro conservazione, globalizzazione da governare o da combattere, Europa da svuotare o da rifondare, competenze da valorizzare o da demonizzare…Su questo, capiamo bene perché Mr.Ping voglia indossare il Gilet Giallo. Meno invece che nel campo progressista ed europeista non ci si accorga che siamo in un “mondo nuovo”, come profetizzava Spinelli, e che anche la politica deve prenderne atto e diventare sempre più transazionale, uscire dagli schemi del passato, promuovere nuove alleanze progressiste attorno a nuove priorità. Dalla transizione ecologica e sociale alla tutela dei diritti e dello stato di diritto…. E in questo, l’alleato francese  è Macron, non sono i Gilets, neppure quelli meno violenti, non è Mélenchon e neppure una vecchia idea della sinistra….

SANDRO GOZI

Fonte: DEMOCRATICA.IT

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