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L’Associazione scaligera dei Costruttori Edili ha approfondito iltema con un convegno dal titolo: “Rigenerazione urbana e nuovi modelli di business abitativo”.

Carlo Trestini, presidente di ANCE Verona commenta: “La ripresa c’è ma il mercato è veramente cambiato e l’edilizia, per crescere, deve adeguarsi ai nuovi modelli di businessLe imprese devono avere coraggio e noi siamo pronti ad affiancarle in questa sfida“.

A sei mesi dall’avvio del mandato, il presidente di Ance Verona Carlo Trestini trae un primo bilancio sullo stato dell’arte del settore costruzioni, in occasione dell’assemblea pre-natalizia degli associati che ha ospitato nei giorni scorsi un convegno di approfondimento dal significativo titolo: “Rigenerazione urbana e nuovi modelli di business abitativo”.

Una ripresa dell’edilizia, anche se lieve, sembra esserci, ma va letta alla luce di un mercato in cui la popolazione è profondamente cambiatail numero degli anziani è in aumento, e i giovani, sempre meno interessati alla casa di proprietà, vedono l’immobile come un servizio piuttosto che come un investimento.
Il mercato è cambiato e con esso, le esigenze dei committenti. E mutano anche le condizioni economiche e i rapporti con gli istituti di credito e il mondo della finanza. Ciò che ancora stenta a cambiare, sottolinea Trestini – “è il settore edilizia e i suoi attori, troppo spesso legati a logiche e modelli desueti”.

“Abbiamo deciso di organizzare un convegno sulla rigenerazione urbana e sui nuovi modelli di business abitativo – prosegue il Presidente – per portare a conoscenza degli agli associati che le opportunità nel mercato attuale ci sono realmente. La rigenerazione urbana e le nuove esigenze devono essere per noi un’opportunità, non un ostacolo”.

L’Arch. Marco Dell’Agli (Studio MCA – Mario Cucinella Architects Srl Bologna) ha illustrato alcuni interessanti case history di interventi dirigenerazione di aree dismesse in alcune città italiane, per effetto delle quali sono migliorati sensibilmente sia la sostenibilità ambientale che quella della vita degli abitanti stessi.

Il Dott. Vincenzo Cella (Managing Director di Halldis Spa – Milano) e l’Avv. Paolo Poddi (Membro del comitato per lo sviluppo del porftolio e della partnership strategica di COPERNI.CO – Milano) hanno invece relazionato di come  convertire e gestire il patrimonio immobiliare esistente individuando nuovi modelli di business, come ad esempio il mercato degli affitti brevi, cercando di rispondere anche alle nuove esigenze del lavoro (flessibilità, accessibilità, benessere).

Secondo Trestini “In questo contesto, l’impresa edile dovrà adeguarsi ai nuovi scenari. Bisogna modificare il rapporto con il mondo finanziario, riorganizzare ed efficientare l’organizzazione aziendale e il sistema produttivo, coordinandolo nella sua interezza. Ciò per l’edilizia costituisce la vera Industria 4.0, e per questo l’Associazione già da anni ha messo a punto dei servizi innovativi”.

Ance Verona supporta le imprese nella corretta gestione economico-finanziaria (check up aziendali, analisi dei bilanci, scelta delle fonti finanziarie, ecc.) e nella predisposizione di business plan degli investimenti. Per colmare ilgap di competenze e conoscenze sui nuovi materiali e sistemi, con il progetto “CQ – Costruire in Qualità” (qualità e durabilità delle costruzioni), Ance fornisce una sorta di linguaggio comune per un confronto efficace ed efficiente che agevola il coordinamento e la gestione del processo tramite team di professionisti, anche esperti nell’utilizzo del BIM.

Nell’ambito dei lavori pubblici, Ance affianca le imprese per operazioni di project financing, che generano flussi di cassa continui attraverso la gestione dei servizi connessi all’intervento edilizio. L’Associazione fornisce inoltre consulenza e formazione anche per le diverse forme di aggregazione (tra imprese o tra imprese e soggetti diversi).

Ance Verona – conclude Trestini – “è pronta ad affiancare le imprese in questa sfida, difficile ma di sicura soddisfazione per coloro che sapranno coglierne le reali opportunità ed avranno la forza ed il coraggio di mettere in discussione e ridisegnare modelli ormai superati e non più al passo con i tempi”.

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