CONDIVIDI

Tutti sono preoccupati per quanto succede in Ungheria. Amnesty International, la Commissione di Venezia, la Commissione Europea, tutti meno che il governo italiano. Eppure l’amico europeo di Salvini, il premier ungherese Viktor Orban – quello che aveva definito il nostro ministro dell’Interno “il mio eroe” – sta mostrando il vero volto del sovranismo in salsa gulash: illiberalità, mancanza di diritti, repressione delle opposizioni. Perché protestano? Gli ungheresi protestano contro una legge sul lavoro, definita dalle opposizione “legge sulla schiavitù”, perché aumentare le ore annue di straordinari da 250 a 400, se il datore di lavoro lo pretende, e sarà difficile per il lavoratore rifiutarsi di farle. Gli straordinari non saranno pagati subito, ma diluiti in tre anni. Il problema è che l’Ungheria, con una disoccupazione ai minimi storici (3,7%) e una crescita del Pil al 4,4%, ha disperatamente bisogno di manodopera, ma non vuole immigrati sul suo territorio. Ma ci sono anche altre leggi contestate: quella che fa perdere l’indipendenza dei tribunali e quella che mina l’autonomia dei media pubblici. Sciopero generale I sindacati ungheresi hanno chiesto al presidente della Repubblica Janos Ader di non firmare la “legge schiavitù”. Il capo dello Stato potrebbe siglare la norma prima di Natale, ma c’è anche la possibilità che rimandi la legge al Parlamento. Se la nuova norma entrasse in vigore, i sindacati annunciano “scioperi in tutto il Paese combinati con blocchi stradali”. Le reazioni Secondo Amnesty International “Le autorità ungheresi continuano a stroncare ogni forma di dissenso: ne è stata la prova l’allontanamento con la forza di due deputati dalla sede della tv di Stato”. Massimo Moratti, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa, ha inoltre sollecitato il governo a non ricorrere alla forza eccessiva e non necessaria, compreso l’uso dei gas lacrimogeni, in occasione delle prossime manifestazioni contro il governo”. I partiti dell’opposizione, intanto, hanno avviato un’inchiesta parlamentare sul caso dell’aggressione subita dai deputati.

Giovanni Belfiori

FONTE: DEMOCRTICA.IT

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.