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Il condizionale è d’obbligo.

Ci sarebbe l’intesa fra la ‘Ue ed il ministero dell’Economia.

Dopo snervanti trattative, che hanno tenuto occupati tecnici, ministri, giornalisti e semplici cittadini per mesi.

Dopo vertici e riscritture, sarebbe arrivato, sempre usando il prudente condizionale, il via libera “tecnico” di Bruxelles alla proposta messa a punto da Giuseppe Conte e Giovanni Tria, che eviterebbe la procedura d’infrazione.

In casi come questo si usano forme rituali come “ una delle condizioni “essenziali” per un esito positivo è la “riservatezza”

Va detto che la trattativa è ancora in corso, e vede impegnati su diversi fronti altre figure sempre evocate, i falchi e le colombe.

I primi,  più morbidi, come Moscovici e Dombrovskis, e i secondi, duri e puri, risiedono tradizionalmente nei paesi del Nord.

Il rischio, ancora presente, è che i falchi Ue blocchino Juncker e l‘intesa informale salti.

I contorni dell’accordo si conoscono, a grandi linee, ma si conoscono.

A Roma l‘Ue avrebbe chiesto misure più “strutturali” e “realistiche” per ridurre il deficit strutturale e il debito.

Non viene detto espressamente ma il riferimento è al reddito di cittadinanza e a quota 100.

Qualcuno ipotizza di fare slittare queste due misure a giugno, ma netta è la contrarietà di Dimaio e Salvini.

Comprensibile la loro reazione. Ma assolutamente non condivisibile.

Proprio Dimaio e Salvini sono i maggiori responsabili dell’attuale situazione di stallo e, soprattutto grazie alle loro dichiarazioni, dell’andamento dello spread.

Dal canto suo, il premier Conte assicura la UE che non si tratterà solo di “maquillage”, ma che il deficit 2019 sarà un 2,04% “reale”.

Ma le soprese sono dietro l’angolo. Tanto che si vocifera che, per mettere nero su bianco l‘intesa, verrebbero inserite novità sgradite a M5s e Lega come l‘abbassamento della stima del Pil all’1% nel 2019 e l‘aumento dell’Iva per il 2020-2021.

Le opposizioni, come sempre, fanno il controcanto .

“Abbiamo ampiamente superato il livello di guardia sulla legge di bilancio – ha detto il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci -. L‘incapacità di questa maggioranza ci ha trascinati in piena emergenza democratica. Chiediamo che il presidente Conte venga subito in Aula a spiegare le ragioni di questo intollerabile ritardo. Se Conte ignorerà ancora una volta il Senato, siamo pronti a mettere in pratica la più estrema delle proteste: occuperemo l‘Aula. È un appello che rivolgiamo anche agli altri gruppi di opposizione”.

Forza, è quasi Natale. E tutto dovrebbe finire.

Manovra, dichiarazioni, controrepliche comprese.

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