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ROVIGO – Il bellissimo Tempio rodigino della Beata Vergine del Soccorso, oltre a custodire la sacra immagine della Madonna col Bambino che tiene in mano una rosa rossa, tanto cara agli abitanti del capoluogo polesano, conserva al suo interno una straordinaria macchina sonora costruita da Gaetano Callido nel 1767. Proprio per valorizzare l’antico organo della “Rotonda”, domenica 9 dicembre si è tenuto l’atteso secondo concerto della XVI rassegna “Antichi Organi del Polesine”.

La manifestazione, organizzata da Asolo Musica, è inserita nel circuito organistico regionale “Cantantibus Organis” ed è stata realizzata grazie al finanziamento del Ministero dei beni e delle attività culturali, della Regione Veneto, dei comuni di  Rovigo,  Lendinara, Costa di Rovigo e Porto Tolle, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e il sostegno economico di RovigoBanca.

L’attesa non è andata delusa: tutt’altro. Molti appassionati hanno risposto all’invito ed hanno avuto modo di assistere a uno splendido concerto che ha visto protagonisti il violinista Giovanni Dalla Vecchia e l’organista Giampietro Rosato. Legati da una profonda amicizia e collaborazione artistica trentennale, i due concertisti hanno offerto un ampio programma musicale in grado di esaltare le superbe qualità sonore del  prezioso strumento.

Dopo i saluti iniziali di Chiara Paparella, in rappresentanza di Asolo Musica-Veneto Musica, e di Ferdinando Pezzuolo a nome di RovigoBanca, il duo ha dato vita alla serata interpretando con grande professionalità il repertorio selezionato.

Nella prima parte del concerto, giocata su forti contrasti, il M° Rosato ha iniziato con le trionfali note dell’ “Ouverture” dal Rinaldo di Georg Friederic Händel, un sapiente adattamento per strumento a tastiera, originale dell’epoca, probabilmente pensato per la divulgazione popolare. Deliziosa e dagli accenti intimi e giocosi, la successiva breve “Sonata” per violino e organo concertante di Bartolomeo Cordans, friulano, dove il carattere rococò è stato esposto con semplicità e leggerezza nel tenero dialogo tra i due strumenti. Decisamente barocche la “Sonata” K61 e la “Sonata” K417 di Domenico Scarlatti e, non nella solita forma bipartita ma in un crescendo vertiginoso di un basso di ciaccona ed una esuberante fuga a conferma dell’incredibile eterogeneità di stili che convivono nella medesima epoca.

La famosa “Romanza” op.50 di Beethoven, nella sua delicatezza pensosa e suadente, ha dipinto dolci sensazioni pastorali e insieme alla “Pastorale” per organo di Carlo Uboldi, bresciano, e la Sonata “Pastorale” del ben più noto Giuseppe Tartini i due interpreti  hanno reso omaggio alle atmosfere natalizie prossime.      

Con l’andante per organo di Paisiello, quasi un unicum nella sterminata produzione musicale del compositore napoletano, Rosato ha messo in risalto le molteplici e straordinarie possibilità sonore del bellissimo strumento della Rotonda, confermate anche nella piacevole “Sonata” in tre tempi della “Putta dell’Ospedale della Pietà di Venezia” Anna Bon, splendido esempio di feconda e geniale ispirazione musicale coniugata al femminile.

Non poteva mancare in questo affascinante ”viaggio” musicale l’arte del sommo Johann Sebastian Bach che con la “Sonata” per violino e basso continuo BWV1021, il duo Dalla Vecchia-Rosato  ha concluso il concerto tra commoventi melodie del primo e terzo tempo  e il piglio deciso del fugato finale.

I bis, una delicata pastorale di anonimo e un omaggio alla figura di Wolfando Dalla Vecchia, padre del violinista  e noto compositore e didatta del quale ricorre il ventiquattresimo anniversario dalla scomparsa, hanno incorniciato la serata nel segno dell’attesa della festa più importante dell’anno.

Applausi scroscianti alla fine del concerto. Apprezzate in particolare la brillantezza e la tecnica di Giampietro Rosato e l’interpretazione di Giovanni Dalla Vecchia, artista la cui tecnica non è disgiunta dalla capacità emotiva.

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