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Il nono film per la rassegna cinematografica “Cinema in Città autunno 2018”, programmata dall’Arci, è per giovedì 06 dicembre 2018, alle ore 21.00, presso il Teatro Don Bosco di Rovigo con il film “Persona” di Ingmar Bergman con Bibi Andersson, Liv Ullmann, Gunnar Björnstrand, Margaretha Krook, Jorgen Lindström. (durata 85 min – Svezia 1966). Isolate dal mondo in una casa al mare, un’attrice in crisi psicologica e un’infermiera chiamata ad assisterla trascorrono insieme un periodo di tempo. L’attrice, che ha improvvisamente smesso di recitare sul palco durante una rappresentazione de L’Elettra, ha deciso di rifiutare totalmente il linguaggio verbale; l’infermiera, per aiutarla a sbloccarsi, le racconta della propria vita in una spietata autoanalisi. L’intrico di queste due psichi non sarà privo di conseguenze per le due donne. Punto cruciale della filmografia di Bergman, Persona è una pellicola in cui sono presenti tutti i temi cardine della cinematografia del regista: dalla molteplicità della psiche umana alla precarietà dei ruoli sociali, dall’inadeguatezza dell’individuo nella sua condizione esistenziale all’importanza dell’arte e del linguaggio nell’attribuzione di senso alla realtà. Nel momento in cui si trova a concepire il film, Bergman versa in uno stato di prostrazione fisica e mentale.

Il cineasta ha terminato la cosiddetta “Trilogia del silenzio di Dio” – Come in uno specchio (1961), Luci d’inverno (1961), Il silenzio (1963) – ed è stato nominato direttore del Teatro Reale Drammatico di Stoccolma. Nonostante o forse in virtù di tali traguardi, il cineasta immagina la realizzazione di Persona ricoverato in ospedale per problemi polmonari. Bergman è in bilico tra il desiderio del rinnovamento espressivo e la profondità di una scelta complessa come quella di tacere: “Ci sono poeti che non hanno mai scritto – afferma il regista – perché plasmano le loro vite come poesie; attori che non recitano, perché la loro vita è un altro dramma. Ci sono pittori che non dipingono e cineasti che vivono i loro film, perché non abuserebbero mai del loro dono materializzandoli nella realtà”. Persona è dunque una sorta di punto zero, un modo di ripartire da capo per sperimentare un nuovo senso del cinema. Le immagini del film giocano in tal senso su due elementi fondamentali: la centralità della luce e quella assoluta del volto. “Le due protagoniste divengono al fine puro viso, come se il volto fosse la prima superficie di proiezione dell’artificio (cinematografico ed esistenziale); il cinema torna a essere luce, elemento primario senza il quale neppure l’ombra esiste. Questa estrema essenzialità è come un grembo che serve a concepire e illuminare con nettezza i nuclei tematici, tra loro strettamente intrecciati: l’individuazione soggettiva; la relazione con l’altro; la paura come unico fondamento del reale; il linguaggio come possibilità costruttiva. La proiezione sarà presentata da Alessandra Chiarini dott.ssa di ricerca DAMS di Bologna.  La Rassegna “Cinema in città” gode del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e del sostegno di varie Associazioni. Entrata libera.

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