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Il Governo del Cambiamento che fa? Cambia. Anche se non se ne avvertiva il bisogno.

Cambia in un settore importante e delicato come quello della salute, azzerando il Consiglio superiore di sanità.

È stata spedita una lettera, una semplice lettera che revoca le nomine dei componenti non di diritto dell’organo tecnico-consultivo del ministero. Praticamente rimangono in carica solo i membri delle istituzioni  e cioè quelli del ministero stesso, dell’Aifa, dell’Istituto superiore di sanità, membri che hanno un posto legato al loro incarico.

Non era un organismo di antica nomina, Il consiglio superiore di sanità.

era stato infatti  nominato nel dicembre 2017 e avrebbe dovuto restare in carica per tre anni.

I membri erano 30, tra i quali i genetisti Dallapiccola e Novelli, il farmacologo Garattini, il ginecologo Scambia e l’oncologo Napoleone Ferraro, tanto per citare i nomi dei più famosi.

la ministra Giulia Grillo ha deciso di azzerarlo e nominarne un altro.

Mai nessuno in passato aveva assunto una decisione così drastica.

Solitamente il nuovo governo in carica aggiungeva alcuni membri, magari al posto di chi ricopriva il mandato da più anni.

Invece la ministra del cambiamento ha fatto piazza pulita.

Con la scusa del cambiamento ha mandato a casa un organismo che sino ad oggi ha dato chiari segnali sulla salute pubblica.

E cioè che non si può fare a meno dei vaccini e delle campagne di massa, che l’omeopatia non è una scienza, che è necessario investire nella ricerca oncologica.

Tutti argomenti che non sono pienamente accettati dalla ministra e dalla maggioranza dei votanti i partiti di governo.

Sorprende però, ma non più di tanto a dire il vero, il modo con cui si congedano i 30 scienziati componenti il Consiglio.

La presidente uscente, Roberta Siliquini ha voluto commentare la decisione del ministero, che non è stata in alcun modo anticipata al Consiglio, con un comunicato piuttosto stringato. “Prendo atto decisione del ministro, sta nelle sue prerogative. Sarebbe stata una cortesia istituzionale incontrarci almeno una volta da quando si è insediata, cioè sei mesi fa. E invece noi non abbiamo mai visto la ministra. Vorrei ringraziare colleghi straordinari ed eccellenti scienziati che per anni hanno lavorato tanto, con rigore e competenza, e gratuitamente, per il Paese”.

Ma aldilà della maleducazione istituzionale quello che preoccupa è come la politica entri a gamba tesa nel mondo della scienza, non riconoscendo le peculiarità di questo mondo che con le istituzioni discute, ma che non compie scelte sulla base di consensi, quanto piuttosto sulla base di condivisioni scientifiche, su verifiche, su confronti.

Si, tutto questo è preoccupante.

E mentre il premier e i due vice premier si accapigliano su questioni ancora tutte teoriche, con i numeri della manovra economica che continuano a ballare quotidianamente, dalle retrovie dei palazzi governativi una signora sino l’altro giorno sconosciuta ai più e al mondo scientifico adotta provvedimenti di questo genere, senza dare una giustificazione sensata.

C’è chi parla di sovranismo, chi evoca regimi passati, chi sorridendo nomina la sciatteria.

Non sapremo dire. Forse un mix di tutto ciò.

Un mix preoccupante.

E sommamente pericoloso.

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