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Ed anche per il 2018 non abbiamo festeggiato in forma collettiva il 4 novembre.

Solo per una casualità del calendario, in questo 2018, è stato un giorno di festa, in quanto caduto di domenica. Ma già il prossimo anno sarà un giorno lavorativo.

Sarà sempre comunque la giornata delle forze armate, ma sulle agende non sarà segnato in rosso, il colore usato per i giorni festivi.

A meno che non si accolga la proposta di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che vorrebbe ripristinare la festa nazionale del 4 novembre, l’anniversario della vittoria della Grande Guerra.

Vista l’enfasi e le parole  usate per lanciare tale proposta non ci sembra possibile ma, in Italia, dopo il terzo posto a Sanremo del trio capitanato da Emanuele Filiberto di Savoia, la messa in onda quotidiana di un programma come “Uomini e donne” e l’affidamento del ruolo di Presidente del Consiglio a Giuseppe Conte, tutto è possibile.

Le parole della Meloni :“È una festa molto più unificante di altre feste che oggi sono festa nazionale, molto più che il 25 aprile e il 2 giugno, rispettivamente festa della Liberazione e della Repubblica” che a suo giudizio sarebbero invece, parole testuali “due feste più divisive”.

E per sostenere il tutto, la leader di Fratelli d’Italia ha annunciato e dato vita ad una serie di iniziative,  organizzate nel giorno del centenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. E questo giorno è stato scelto perché “dobbiamo ricordare che è grazie a questa vittoria che noi oggi siamo una Nazione. Mi pare che non ci siano molte iniziativa in questo senso. FdI sarà l’unico partito che celebrerà questo evento, e la gran parte dei monumenti saranno chiusi”.

Iniziative scoppiettanti, come quella che l’ha vista impegnata con un presidio davanti alla sede milanese dell’agenzia di rating Moody’s, con un altro davanti alle acciaierie di Terni e altri ancora contro le mafie nigeriana e cinese a Macerata e a Napoli.

Un bel tour, sfiancante, ma certo esaltante. Per lei e per i suoi accoliti.

Un tour che dispone pure di uno slogan. “Non passa lo straniero” ! di elementare memoria, nel senso che era un pezzo che si imparava alle elementari, tempo fa.

Lo slogan è stato accostato a una serie di personaggi che, sempre a insindacabile giudizio della Giorgia nazionale, minacciano la sovranità italiana.

Sono personaggi come Angela Merkel, Emmanuel Macron, Jean Claude Juncker ma anche lo scrittore Roberto Saviano:

lo spiega così: “Oggi lo straniero si manifesta in molte forme: lo strapotere della burocrazia europea, della finanza speculativa, le agenzie di rating, le mafie nigeriane e cinesi, quelli che scalano aziende italiane rubando il nostro know-how”.

Tutto legittimo. Tutto plausibile. E condivisibile, per chi vuole condividere.

Quello che non ci torna è la, scusate il termine, divisibilità di due feste fondanti il nostro Stato.

Il 25 aprile. Giorno in cui si ricorda la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Liberazione che è preludio e culla di quella Costituzione antifascista che sta alla base del nostro Stato. Che per inciso è Repubblicano. È forse divisiva anche quella? Anche la Costituzione è divisiva?

Ci permettiamo di ricordare a Giorgia, e a tutti i suoi Fratelli, che prima di iniziare la propria, dimenticabile, esperienza ministeriale, Ella stessa ha giurato su quella Costituzione. Ripetiamo, antifascista e di uno stato Repubblicano.

Non ha avuto sentori divisivi, in quella occasione?

Ci permettiamo altresì di affermare che non ci sentiamo di essere minacciati dalla Cancelliera Merkel, dai Presidenti Macron e Junker, né tantomeno da Saviano, che potrà non essere simpatico a tutti, ma definirlo minaccioso ci sembra un’esagerazione.

Minacciati ci  sentiamo, invece, quando qualcuno rimpiange i repubblichini, anche se in modo non palese, ma li rimpiange.

E vorrebbe che tutti gli italiani li ricordassero alla stessa stregua dei partigiani e di quanti combatterono per liberare il nostro paese dal fascismo.

Forse non passerà lo straniero, sicuramente non passeranno quelle idee “divisive” che albergano nella mente di tanti Fratelli e Sorelle.

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