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Un gesto che potrebbe passare alla storia.

Nel senso che, forse, non dovremo più farlo.

Quel gesto che riporta indietro di un’ora le lancette dell’orologio in occasione del passaggio da ora legale a ora solare.

Un gesto che ci accingeremo a fare stasera, prima di addormentarci. Portare indietro di un’ora le lancette degli orologi domestici.

Un gesto apprezzato dai più in quanto ci permette di dormire un’ora in più tornando, dalle 3 alle 2, e recuperando quell’ora persa prima dell’estate scorsa.

Tutto ciò dovrebbe valere fino all’ultima domenica di marzo, stanti alle norme attuali, che sono però state bocciate da una consultazione realizzata dalla Commissione europea.

È bene far notare che la consultazione fra i cittadini non impegna Bruxelles alla modifica delle norme, pur tuttavia tale consultazione è stata la più partecipata di sempre. Infatti quasi 5 milioni di cittadini si sono espressi e per l’80% si sono detti contrari.

Va da sé che difficilmente potrà essere ignorato il un risultato del genere. Anche perché siamo sostanzialmente alla vigilia di elezioni europee che tutto fanno pensare tranne a che alla tranquillità dei numerosi burocrati. Anzi, proprio questi presagiscono terremoti politici. A partire dal presidente Juncker che, all’indomani del voto, si era pronunciato per l’abolizione.

L’ora legale proprio non va a genio a diversi Stati del Nord Europa. Finlandia, Lituania, Polonia e Svezia avevano più volte sollecitato la Ue a prendere provvedimenti per abolire la direttiva che li obbliga a modificare l’ora dove le giornate estive sono astronomicamente dilatate trovandosi più vicini al Polo Nord.

Potete ben capire i loro disagi e perché questa del 28 ottobre potrebbe essere l’ultima volta che andremo a manomettere le lancette dell’orologio, l’ultima volta che il tempo ci rimetterà i nostri debiti in termini di sonno.

L’ultima volta che forzeremo, in avanti o indietro, l’orario.

Che a questo punto sarà solo solare.

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