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In foto Luca Zaia

È giustamente orgoglioso. Visibilmente soddisfatto, il Presidente della regione Veneto. E si lasci andare a frasi ad effetto.

“Si sta scrivendo una pagina di storia.  Siamo nella short list: è una svolta strepitosa ed emozionante per un’Olimpiade che diventerà endemica per tutta la montagna veneta, non solo per Cortina, le cui ricadute positive avrebbero effetti per decenni”.

Tutto vero. Tutto condivisibile, lo ripetiamo.

Ha ragione ad usare queste parole, nel momento dell’accoglimento della formalizzazione da parte del Cio, arrivata da Buenos Aires, della short list delle candidate ufficiali a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026: Milano-Cortina; Calgary, e Stoccolma.

Ed ha ragione quando afferma: “Avversari difficili, rispettabili, ma non insuperabili, motivo per cui da oggi a settembre 2019, quando sarà decisa l’assegnazione, non dobbiamo sprecare un minuto, lavorare con energia e concentrazione, facendo squadra per centrare l’obbiettivo, costruendo un dossier sempre più dettagliato e raffinato, tessendo relazioni positive e dando ai tecnici del Cio la totale collaborazione per le loro visite alle strutture”.

Ci tiene a ribadire la forza della coesione fra il Veneto e la Lombardia.

“Crediamo con forza al tandem con Milano e nella capacità della candidatura di valorizzare le nostre Dolomiti e il complesso montano in generale e ce la metteremo tutta con la convinzione che avemmo quando ci presentammo: che i sogni camminano con le gambe degli uomini e che solo i pessimisti non fanno fortuna”.

E trova anche il modo di ringraziare il Coni

“A nome di tutto il Veneto e delle nostre genti di montagna  ringrazio il Presidente Malagò e tutto il Coni che hanno sostenuto e condiviso questo viaggio assieme, e il Governo che non ha fatto mancare il suo endorsement. Ora andiamo avanti per conquistare questa grande occasione che la storia ci ha servito”.

Tutto molto bello.

Ma sarebbe stato ancora più bello se a condividere questo entusiasmo ci fosse stata anche la città di Torino, dove ancora si ricordano i fasti delle olimpiadi invernali che hanno dato nuova luce e lustro alla città sabauda. Ma erano altri tempi. Tempi in cui non si parlava di decrescita felice e i progetti per le strutture ospitanti i giochi non venivano dati alle fiamme. Dove un intero Consiglio Comunale approvava la candidatura, senza se e senza ma, come si usava dire un tempo.

Sarebbe stato perfetto se a fianco del sindaco di Milano e quello di Cortina ci fosse stato quello di Torino.

Purtroppo quest’ultima sta ancora al mondo le ragione per cui la città da lei amministrata è fuori dai giochi.

Anziché chiederlo al mondo, dovrebbe chiederlo ai suoi colleghi di maggioranza e agli organizzatori dei meet up torinesi.

Una risposta sicuramente la riceverà.

Non sappiamo dire se le piacerà o meno.

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