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In foto la Laguna di Venezia

Da tempo leggiamo sulla stampa locale di dissidi, imprecisioni, complicazioni tecniche oltre che economiche in merito al tema fondamentale delle Politiche per la Salvaguardia di Venezia e della Sua Laguna.

I protagonisti tutti tecnici, ovvero con ruoli assegnati da organi periferici del Ministero dei Lavori Pubblici e delle Infrastrutture, discutono tra loro e noi che siamo per il primato della Politica, la Politica per i cittadini al servizio concreto della soluzione di problematiche quotidiane, osserviamo tutto ciò con disappunto, come dichiara Paolino D’Anna capogruppo di progetto civico in Comune a Venezia: “il sistema MOSE e il processo di salvaguardia di Venezia va proseguito, concluso e reso fattivamente funzionante per la salvaguardia di questo territorio unico al mondo. Abbiamo il dovere civico prima di tutto, di meritare quanto la Comunità nazionale negli anni ha concesso in termini di risorse alla Venezia d’acqua e di terra e che parte della città su piani e responsabilità diverse non ha saputo o voluto gestire bene e meglio controllare. Ora è giunto il tempo di avviare finalmente quanto disposto dal decreto legislativo 13 gennaio 1994 n. 62 che stabiliva tra l’altro che:

– I compiti di studio, ricerca, sperimentazione e progettazione delle opere volte alla salvaguardia di Venezia e della sua laguna, di predisposizione del piano generale unitario degli interventi e di supporto tecnico alle attività’ di coordinamento e controllo affidate al Comitato di cui all’art. 4 della legge 29 novembre 1984, n. 798, nonché i controlli tecnici di qualità’ delle progettazioni esecutive e della realizzazione delle opere, l’espletamento dei compiti per la raccolta e l’elaborazione dei dati, l’informazione anche al pubblico, il supporto tecnico alle funzioni di controllo sulla qualità ambientale lagunare e sul rispetto della normativa ambientale, sono affidati ad un’apposita società’ per azioni costituita, d’intesa tra lo Stato-Ministero dei lavori pubblici e la regione Veneto -.

Questa separazione di competenze e ruoli ed il connesso sistema di informazione al pubblico se, fosse stata avviata, avrebbe evitato certamente che i ladri -concreti o quelli morali da diverse parti provenienti- avessero potuto prosperare sia finanziariamente che politicamente.

Non è tutto ancora perduto!

Possiamo in parte recuperare il tempo trascorso, facciamolo assieme oggi.

Su questo, presto, progetto civico avvierà un confronto con i cittadini e le cittadine di Venezia. Le politiche di salvaguardia vanno riportate con coraggio e chiarezza all’attenzione locale e nazionale; Venezia metropolitana ha ancora bisogno di cure ed attenzioni!!!”

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