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Massimo Zambonin, attuale allenatore del Delta Volley Porto Viro, è un chioggiotto atipico. Non è esuberante, non è “appariscente” nell’abbigliamento, ma dei clodiensi ha la virtù più importante: sa lasciar credere di essere uno sprovveduto mentre usa il proprio cervello fine per colpire nei punti lasciati scoperti dall’avversario.

Quest’anno si è assunto un compito molto impegnativo, andando a sostituire quel Mario Di Pietro che pochi mesi fa guidava la squadra fino alle soglie della Serie A. “Un allenatore intelligente – ci dice – non cambia quello che di buono ha lasciato il precedente coach. L’anno scorso la squadra era formata da molti atleti nuovi e quindi era più difficile variare il gioco, che era piuttosto sbilanciato in zona 4. Quest’anno abbiamo cambiato la diagonale palleggiatore-opposto, rinforzato la zona 3 con l’arrivo di Arienti, variato la battuta usando più spesso quella float. Il gioco non è cambiato molto – prosegue Zambonin –, ma chi ha visto le partite di Coppa Veneto ha potuto notare uno sviluppo dell’azione più variegato e scintillante”.

Per inciso, il Delta Volley ha vinto la coppa cedendo solo due set in cinque partite. Certo, il rendimento dell’Alva Inox dipende ancora molto dall’estro dei suoi campioni, ma si vede la mano dell’allenatore. La squadra, infatti, sa valorizzare tutte le individualità con il risultato di aumentare in modo esponenziale la propria forza.

Se guardate il volto di Massimo Zambonin potete vedere una maschera apparentemente dura, con i lineamenti scolpiti nella roccia, ma quando è tornato a Chioggia per la gara di coppa contro l’Aduna Volley si è emozionato. Accanto a lui, come sempre, c’era il suo vice Matteo Bivi, un uomo che ha ancora il viso di un ragazzo ma che nasconde una volontà di ferro. Nessuno si spiega come riesca a trovare il tempo per stare dietro a tutto: allenamenti, lavoro e vita privata.

“Oggi il volley maschile è diventato troppo fisico, preferisco la pallavolo femminile dove c’è più varietà di schemi e di tecnica”, afferma Bivi. Coerentemente con questo giudizio, lui e coach Zambonin lavorano molto sulla tecnica, senza trascurare la preparazione atletica, che quest’anno è stata impostata in modo da arrivare con maggiore lucidità alla fase finale del campionato. L’obiettivo è uno solo, andare in Serie A.

Il Presidente Luigi Veronese chiude la nostra inchiesta sul miracolo Delta Volley illustrando nel dettaglio l’ambizioso progetto nerofucsia: “Vogliamo andare in Serie A ma non vogliamo essere una meteora, per questo abbiamo definito un programma di integrazione tra scuola e sport. I nostri ragazzi devono crescere facendo propri i veri valori della pallavolo: spirito di squadra, sacrificio, rispetto degli avversari”. Quasi superfluo sottolineare che il progetto formativo è stato scritto dal “prof” Zambonin.
È stato per noi un onore conoscere gli atleti e lo staff tecnico dell’Alva Inox. La foto che apre questo articolo è un piccolo riconoscimento al loro valore, in particolare dei due allenatori, Massimo Zambonin e Matteo Bivi. Il cronista, ovvero la sottoscritta, si è messo in mezzo, ma con l’intento di restare in seconda linea. Onore al Delta Volley e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione.

TATIANA BRAGARENCO

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