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Proprio ieri facevamo domande (impertinenti?) sul reddito di cittadinanza. Con il trascorrere delle ore le nebbie che avvolgevano (avvolgevano? Avvolgono) questo provvedimento sembrano essersi parzialmente diradate, infatti ore vari esponenti del M5s (tra cui lo stesso vicepremier DiMaio) hanno fornito alcune basilari informazioni su aspetti ancora poco chiari riguardo al sussidio da 780 euro al mese.

Resta un’incertezza di fondo. Fondamentale, però!  Resta ancora da chiarire quali saranno i requisiti per poter realmente beneficiare dell’assegno dal momento che i 10 miliardi che il governo ha in cassa non basteranno a garantire un assegno pieno a tutti.

Ma ci dobbiamo accontentare. E il popolo sa accontentarsi ed alcune cose le sappiamo – quasi – con certezza.

A cominciare dagli importi che – salvo sorprese dell’ultima ora – restano quelli già annunciati. 780 euro al mese per un individuo singolo, 1170 euro per una coppia, 1560 euro per una famiglia di tre persone.

Si sa inoltre per certo che chi ha una casa di proprietà riceverà un assegno più basso. La certezza non è tale da definire quanto più basso.

Ma non è tutto e lo slalom dei aventi diritto si fa sempre più ostico. Il M5s vuole assicurarsi che il reddito di cittadinanza non venga assegnato a chi lavora in nero o sperperato in beni superflui. E questo è un bel problema. A chi saranno affidati tali controlli. La  rrrete è potente, ma non onnisciente, ne tantomeno onnipotente.

Inoltre non è che il denaro percepito potrà essere messo da parte. Deve essere speso . E per scongiurare questa eventualità l’importo verrà erogato su una carta elettronica ricaricabile, in modo tale da poter tracciare il denaro. E controllare come e dove viene speso. Niente contanti dunque.

E non è che con il reddito di cittadinanza ci si possa comprare la qualunque. Si potranno acquistare solo beni di prima necessità e poco altro.

Fatte queste premesse è bene sapere che:

  1. Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.
  2. Sarà erogato su una carta elettronica e i beneficiari non avranno a disposizione denaro cash.
  3.  Il denaro non potrà essere messo da parte.
  4. Potrà essere speso solo nei negozi italiani, nelle attività sul suolo italiano.
  5. Potrà essere usato quasi solo esclusivamente per l’acquisto dei beni di prima necessità.
  6. I beneficiari non potranno utilizzarlo per spese “immorali” (Di Maio)

E ritorniamo al punto dal quale ieri siamo partiti. Quali sarebbero i beni immorali? Di Maio ha fatto due esempi: “E’ chiaro che se vado con quella carta a comprare un ‘gratta e vinci’ o sigarette o a comprare dei beni non di prima necessità, la carta non funziona”.

Sia come sia i punti 5 e 6 continuano ad essere non  molto chiari. Per non parlare del 4. Zara, H&M, tanto per fare due esempi, sono da considerarsi italiani? Anche le loro piattaforme on line sono considerate italiane? Ed Ikea, Auchan, Lidl?

Purtroppo le parole dei diretti interessati non aiutano a comprendere.

Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, dice che con il reddito di cittadinanza si potrà anche “mangiare una pizza” e fare acquisti su Amazon.

Ma il sottosegretario Laura Castelli, il cui consorte dovrebbe chiamarsi IN ARIA,  ha diffidato i beneficiari a fare spese voluttuarie affermando che “se per tre mesi verrà osservato che lei, col reddito di cittadinanza, va all’Unieuro, magari un controllino della Guardia di Finanza si fa”.

E dopo il controllo che si fa? Si giustifica la spesa e chi definisce che tale spesa è impropria o meno? E se è impropria quale sarà la conseguenza?

Ancora immersi nella nebbia. Noi.

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