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Le aperture festive dei negozi dividono “a metà” i consumatori. Secondo un sondaggio effettuato via mail fra i propri soci veneziani  (101 le risposte ricevute) l’idea del governo di bloccare la totale liberalizzazione delle aperture introdotta nel 2011 con il decreto Salva Italia, convince poco meno di una persona su due. Guardando ai numeri del sondaggio – che non ha intento statistico ma indica comunque un trend  consolidato – su 101 soci coinvolti, 52 hanno espresso la propria contrarietà alla proposta dell’esecutivo Conte, mostrandosi soddisfatti dell’attuale situazione.

Gli altri 49 soci, invece, si sono dichiarati favorevoli a una regolamentazione. Un risultato che non sorprende affatto, dato che la materia è da sempre molto dibattuta.

Le aperture festive – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – in generale sono gradite ai consumatori  molti dei quali durante la settimana non hanno il tempo di andare a fare le spese. Però, come si vede dal nostro sondaggio interno, molti ritengono comunque ingiusta la totale liberalizzazione sia per i lavoratori, sia per i piccoli negozi che non possono reggere la concorrenza della grande distribuzione restando aperti sette giorni su sette, sia per una questione più sociale, ritenendo che la domenica e le altre giornate festive debbano essere dedicate alla famiglia”.

Adico, in questo complesso scenario, propone dunque di tornare per molti aspetti all’antico definendo un numero preciso di possibili aperture festive durante l’anno e concordando le date con tutti gli attori in campo. “Prima della totale liberalizzazione – ricorda Garofolini – l’assessore al Commercio si riuniva con le associazioni dei consumatori, dei piccoli commercianti, degli artigiani e della grande distribuzione per definire le giornate festive, soprattutto le domeniche, in cui i negozi potevano restare aperti. Una soluzione equilibrata, che a grandi linee potrebbe accontentare tutti. Per quelle date il Comune potrebbe anche programmare iniziative specifiche in grado di rianimare Mestre che è ancora una città sofferente a livello commerciale”.

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