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In foto Benedetta Rossini e Roberta Ponzetti

Tutto pronto per la ripresa delle attività al Pattinodromo delle Rose Adriatic LNG. Lunedì 3 settembre ouverture con la sfilata di tutti i corsi delle scuole di pattinaggio con il primo appuntamento, il “welcome day”, dalle 17.30 per il benvenuto con attività ovviamente sui pattini con format gioco-staffette per dare il via ad una stagione variegata ed accattivante. I corsi difatti riguarderanno non solo il settore corsa, ma anche quelli di freestyle e serali volti a giovani ed adulti, oltre ovviamente alla incessante attività agonistica che connoterà tutto il mese di settembre. Protagonista assoluta di quest’ultima, all’indomani della conclusione del campionato Europeo relativo alle categorie Allievi, Junior e Senior svoltosi a Ostenda, in Belgio dal 17 al 24 agosto, neo vicecampionessa continentale sui 200 metri su strada, è Benedetta Rossini atleta 24enne, ravennate, studentessa di Medicina all’Università di Bologna, in forza allo Skating Club Rovigo dalla stagione scorsa.

Da quanto tempo sei nel mondo del pattinaggio?

Nasco in realtà già pattinatrice da tre generazioni, ho iniziato molto piccola a cinque anni.

Un’annata sportiva da incorniciare, campionessa italiana nei 100 metri e vicecampionessa europea nei 200 metri crono. Che altro?

Nella stagione 2018 mi sono riconfermata campionessa Italiana dei 100 m sprint, vicecampionessa italiana nei 500 m su pista e vicecampionessa europea nei 200m su strada. Sono molto soddisfatta di questa stagione, finalmente ho coronato uno dei miei sogni, ottenendo una medaglia europea. Certo il campionato europeo poteva andare meglio, visto la sfortunata caduta e le due medaglie di cartone, però è stata davvero una bellissima esperienza e sono soddisfatta di tornare a casa con un argento.

Quali difficoltà, se ci sono, incontri mixando studio ed allenamenti ad alti livelli.

Ogni anno arrivo al punto di chiedermi per quanto tempo potrò continuare ancora cosi, è molto faticoso e stressante riuscire a essere sempre al top sia nella scuola e sia nello sport. Specialmente d’inverno quando sono a Bologna e devo andare ad allenarmi al freddo dopo 4 ore di tirocinio e 4 ore di lezione. Quello che mi spinge a continuare è la voglia di fare sempre meglio, non sentirmi mai arrivata in niente e non accontentarmi; certo devo fare molte rinunce, ma penso che siano poche le ragazze che a ventiquattro anni hanno vissuto tutte le belle esperienze e le forti emozioni che ho vissuto io, quindi per alcuni versi mi sento molto fortunata e ringrazio i miei genitori che mi hanno sempre spronato a non mollare, a non rinunciare a nulla e a puntare sempre in alto.

Tutto ciò crea un gap con i tuoi concorrenti?

Sicuramente rispetto ad alcune mie avversarie che fanno pattinaggio a livello più professionistico riesco ad allenarmi meno, ma grazie a mio padre che è anche il mio allenatore spesso riusciamo ad incastrare gli allenamenti secondo le mie necessità.

Cosa vuol dire per te pattinare?

Per me pattinare è un modo per rilassarmi, per sfogare lo stress di una giornata di studio, per dimenticare per due ore tutti i problemi che mi assillano durante il giorno, forse è proprio per questo che non riesco a smettere di pattinare.

Quali obiettivi per la stagione che verrà?

Per il 2019 prevedo di laurearmi, quindi sarà ancora più complesso riuscire ad incastrare le varie gare della stagione con gli impegni curricolari, ma non per questo mi tirerò indietro.

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