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Ha tutti i contorni di una bufala.

Ma la notizia è stata battuta dall’Ansa, e la si può rintracciare su tutte le pagine online dei principali quotidiani.

La notizia è che la Commissione europea presenterà una proposta legislativa per porre fine all’ora legale.

Per essere più precisi, per evitare il doppio cambio dell’ora ed estendere l’orario estivo a tutto l’anno.

Estate tutto l’anno, lo profetizzava anche Lucio Dalla!

Ma qui non siamo di fronte a seppur illuminati poeti cantastorie come il grande bolognese, qui a proporre e parlare è Jean-Claude Juncker che in un’intervista alla tedesca Zdf. Dichiara che milioni di cittadini non vogliono più il cambiamento dell’ora e quindi la Commissione farà ciò che le è stato chiesto.

Una richiesta che proviene dal basso.

Prontamente soddisfatta dall’alto delle commissioni europee. 

La questione è più seria di quanto sembri e andrebbe affrontata in modo diverso da come la stiamo affrontando noi. Ma che volete, siamo vittime della nostra stessa ironia.

Va detto che da diverso tempo alcuni Paesi stanno facendo pressing su Bruxelles e chiedono un intervento per porre fine alla convenzione in vigore in tutti gli Stati Ue. convenzione che si manifesta e concretizza nello spostare avanti di un’ora gli orologi in primavera per sfruttare al meglio la luce nei mesi estivi.  

Tra il 4 luglio e il 16 agosto è stata avviata una consultazione pubblica e la partecipazione ha segnato un record storico. Il risultato vede una maggioranza schiacciante di contrari al doppio cambio dell’ora. Ovviamente trattasi di una consultazione il cui esito non è vincolante, ma Juncker ha comunque deciso di andare incontro alla richiesta.

I sostenitori di tale proposta hanno presentato a sostegno della loro causa diversi studi scientifici, che certificherebbero che il cambiamento d’orario avrebbe conseguenze negative sulla salute psico-fisica dei cittadini.

Vi è stato un dibattito in cui la commissaria Violeta Bulc si era detta favorevole allo status quo, con le regole uguali per tutti i Paesi.

Infatti se non vi fosse un sistema orario armonizzato si potrebbero avere conseguenze negative per il mercato interno.

Non ci resta che aspettare le decisione dell’europarlamento.

Non sappiamo precisamente il perché , seppur rendendoci conto dell’importanza della materia, sentiamo in sottofondo voci di euroscettici che mormorano.

Sentiamo frasi del tipo “ecco di cosa si occupa Bruxelles” “ma è più importante l’immigrazione o l’ora solare?” “ma che li paghiamo a fare?”

Rumori di fondo, brusio indistinto.

Che porta consensi a chi nell’Europa, in quanto istituzione, non crede.

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