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In foto Laura Castelli

Il reddito di cittadinanza arriva il primo gennaio 2019.  Lo ha affermato la viceministra, che risulta essere ancora senza deleghe, all’Economia Laura Castelli.

Aggiungendo “Grazie all’ottimizzazione della spesa e della tassazione, attingendo ai piani Cottarelli-Giavazzi-Perotti, recupereremo risorse per attivare la riforma dei centri per l’impiego, per il rilancio occupazionale e per affrontare la bassa produttività. Anche grazie a riforme strutturali fiscalmente neutre”.

Frase, ci sia consentito l’ardire, piuttosto oscura.

Come oscure risultano essere le possibilità di ottenere risorse finalizzate alla copertura della spesa.

Infatti su tali risorse Laura Castelli non si sbilancia: “Ancora non posso dare cifre, stiamo facendo uno studio per capire come sostituire gli strumenti esistenti con il reddito di cittadinanza, una parte che mancava nella nostra proposta di legge del 2013”.

Nonostante le tenebre ecco l’asso calato: “A gennaio 2019 ci sarà qualcuno che riceverà una cosa che si chiama reddito di cittadinanza” .
la meraviglia che ci coglie è dovuta al fatto che il secondo Primo Ministro, Luigi Di Maio, poco prima delle elezioni aveva detto a Porta a Porta (mica in sede di Commissione Parlamentare, mica davanti al Parlamento riunito, bensì davanti a Bruno Vespa) che la necessità di riformare i centri per l’impiego, e la conseguente applicazione delle norme che portano al reddito di cittadinanza, avrebbe portato via almeno due anni di lavoro.

Molti elettori del M5S hanno storto il naso, altri hanno capito il messaggio del capo politico, ma dopo questa dichiarazione tutto è cambiato.

E i tempi si sono accorciati.

Attendiamo di vedere cosa succederà nel gennaio del 2019, mancano pochi mesi.

Il ministro Tria non sembra essere dello stesso parere di Laura Castelli.

Aspettiamo il DEF. Pazientemente.

Poi, finalmente, qualcuno chiederà conto delle affermazioni degli esponenti del governo del cambiamento.

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