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Premi per i dipendenti della pubblica amministrazione che lavorano bene.

È l’idea del ministro per la Pa Giulia Bongiorno.

Una buona idea, ci sentiamo di aggiungere.

Che non a caso arriva da una donna che non si è improvvisata ministro.

Una donna con un’esperienza professionale e politica di un certo spessore.

Che, tanto per essere chiari, non è stata estratta a sorte o miracolata da qualche “like” su facebook.

Una donna concreta, che conosce i meccanismi della Pubblica Amministrazione e che sa quali riforme sia necessario fare.

Senza fare terrorismo psicologico.

Senza annunci ad effetto.

Dal Ministro arriva la condanna contro quindi i cosiddetti ‘furbetti del cartellino’ e contestualmente viene espressa la convinzione di quanto necessario sia «premiare chi invece lavora bene».

Il tutto detto ed affermato nel corso dell’incontro con i sindacati.

Nel luogo giusto per simili affermazioni.

Forma e sostanza.

Forma e sostanza che stanno migliaia di anni luce da facebook, dai talk show, dalle interviste provocatorie.

Se ci sarà un cambiamento, proverrà da queste parti del governo. Grazie a queste persone, tutt’altro che improvvisate.

Persone con le quali si può essere in totale disaccordo, ma con cui si può ragionare senza sentirsi dire “ed allora il PD?”, “si deve governare come il buon padre di famiglia” ed altre amenità che continuano ad imperversare in certi ambienti ministeriali.

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