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Gli avevamo dedicato la prima pagina pochi giorni fa.

Criticandolo.

Per le sue posizioni su coppie gay e aborto.

Posizioni che non si condividono, ma che indubitabilmente rientrano nell’alveo delle sue competenze. Delle competenze del Ministro della Famiglia.

Ma poi Lorenzo Fontana decide di esternare anche sulla Legge Mancino.

Ovviamente liberissimo di farlo.

E noi altrettanto liberi di criticarlo. Cosa che facciamo qui ed ora.

Dice il ministro mediante un post su Facebook. “Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”.

Per chi non lo ricordasse la normativa a cui fa riferimento Fontana, approvata nel 1993, contrasta chi diffonde l’odio razziale e l’ideologia nazifascista.

Prosegue il ministro “I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato, gli episodi di violenza e aggressione nei confronti di cittadini immigrati non consentono di parlare di un’emergenza razzista. Anzi, questi casi rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico”

Un complotto, insomma.

E  a supporto della sua tesi e come corollario, il ministro allega al post un articolo sulla presenza del figlio di un consigliere comunale Pd tra gli aggressori di Daisy Osakue.

Ovvie e scontate le reazioni dal mondo politico. Una su tutte quella del numero uno dei senatori Pd, Andrea Marcucci: “È un governo sempre più nero. Il Ministro della famiglia ora propone di abolire la legge Mancino che vieta l’apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po’ strambo”.

Senza scadere nella bagarre estiva dei colpi di sole e senza esprimere giudizi sull’eccentricità del Ministro, la cosa che preoccupa maggiormente è la sottovalutazione dei fenomeni ascrivibili alle “simpatie fasciste”.

Se per un reato commesso da un immigrato si chiedono, giustamente, pene severe e si alzano i toni, lo stesso dovrebbe succedere quando a commettere reati è un cittadino dalla pelle bianca.

E fra questi reati vi è l’apologia del fascismo che sfocia in atti criminali come quello commesso ai danni dello scrittore Enrico Nascimbeni, preso a coltellate davanti alla porta di casa al grido di “sporco comunista”.

A meno che non si pensi che l’aggressione se la sia procurata da sé e che tutto faccia parte di quel complotto ordito nei confronti del popolo italiano.

Popolo di brava gente, di pelle bianca, di fede cristiana e di genial intelletto!

Per quanto lo pensi (e speri) l’attuale ministro della Famiglia, tale descrizione non corrisponde pienamente al popolo italiano.

Che è molto più complesso, variegato ed interessante.

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