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Domenica si è consumato uno scontro nel governo che ha fatto capire molte cose.

Quella più evidente è relativa al disvelamento del nome dell’uomo forte del movimento 5 stelle.

Non è Beppe Grillo, che dal governo si tiene ben lontano.

Non è il mitologico Dibba, che dall’Italia si tiene ben lontano.

Non è il Presidente della Camera, Roberto Fico.

Non è nemmeno Luigi di Maio, né tantomeno il ministro Toninelli.

Il nome è quello di Elisabetta Trenta, Ministro della difesa, la quale a differenza dei colleghi ministri pentastellati non è stata accomodante con il Ministro dell’Interno.

Non è stata accomodante perché non era il caso di essere accomodanti e, relativamente allo sbarco di 106 migranti soccorsi da un pattugliatore della missione Eunavformed ha avuto modo di rispondere al Ministro usando le seguenti parole:

Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Ciò che va cambiato sono le regole di ingaggio della missione e per farlo occorre farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck“, dove tra pochi giorni si terrà il vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea. Missione Eunavformed.

Lo ha fatto usando toni fermi e civili e lo ha fatto utillizzando i canali istituzionali, quando in luogo di questi Salvini e molti colleghi del Governo preferiscono Twitter ed altri social media.

Se non fosse sufficiente ciò, Elisabetta Trenta, ha fatto inoltre notare che “l’azione deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio”.

Dopo queste parole, se il movimento 5 stelle afferma che non è appiattito sulle posizioni della Lega di Salvini, possiamo credervi.

Solo ora, però.

Solo dopo queste parole e questa presa di posizione.

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