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I calcoli sono precisi: se ci dovesse essere l’annunciato aumento dell’aliquota Iva, ogni auto costerebbe – in media – 630 euro in più. E’ questa l’analisi di Federauto, la Federazione Italiana Concessionari Auto, aderente a Confcommercio, che riunisce in Italia tutte le Associazioni di marca e i Sindacati territoriali dei Concessionari di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus.

Un problema molto sentito per il settore. E, non a caso, per scongiurare questa riforma della fiscalità si sono appena incontrati il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e il nuovo presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, per fare fronte comune e cercare di spiegare al Palazzo le proprie ragioni.

Non solo: “Abbiamo cercato – spiegano a Federauto – di individuare degli interventi da promuovere per riformare la fiscalità del settore, e migliorare altri aspetti relativi al mercato di vendita e dei servizi di assistenza degli autoveicoli, sui quali si concentrerà l’attività della Federauto nel prossimo triennio, analizzando le importanti sfide che le aziende concessionarie dovranno affrontare per la diffusione del digitale e dell’affermazione delle nuove tecnologie di alimentazione”.

Vedremo come finirà, ma con un governo ancora da definire e tante incertezze politiche all’orizzonte è difficile essere ottimisti per le sorti del settore auto.

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