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Quasi ci siamo.

Al netto di prese di posizione dell’ultima ora nel giro di poche ore avremo un governo. La formazione prevede il capo politico del movimento dove uno vale uno e che doveva aprire il palazzo come una scatoletta di tonno.

Movimento che più di ogni altro partito ha raccolto consensi nelle elezioni del 4 marzo scorso.

Che con i propri voti ha eletto il Presidente del Senato e il Presidente della Camera.

Che ha proposto un contratto di governo. Prima lo ha proposto alla Lega, poi al Partito Democratico. Non prima di aver affermato che il segretario della Lega non accettava la proposta perché tenuto sotto schiaffo da quel Silvio Berlusconi, definito sobriamente, male assoluto.

Con il PD non si è fatto nulla. Da quel nulla di fatto si è ritornati a definire il PD come partito filo-massone, responsabile di tutti i disastri italiani ed affamatore di popoli.

Un paio di giorni di incertezza, quella stessa incertezza che ha spinto il Presidente della Repubblica ad assumere l’iniziativa ed intraprendere ogni iniziativa per dar vita ad un governo “tecnico”.

Sempre all’insegna del basso profilo, l’ideologo del Movimento, Beppe Grillo, rilancia l’idea del referendum sull’euro.

Anche Mattarella si arrende.

Non si vede altro orizzonte che quello elettorale. Tutti i protagonisti in campo, seppur ostentando sicumera, hanno una fifa boia.

Riprendono i contatti fra Di Maio e Salvini, che non è più considerato un ricattato, evidentemente.

Esiste ancora lo scoglio Berlusconi. Ma questi, complice il governatore della Liguria, si inventa l’astensione critica. O benevola. Sicchè da male assoluto diventa male astenuto. E i suoi voti, all’occorrenza si accetteranno.

Apprendendo la notizia Renzi prenota quintali di pop corn e si accomoda sulla riva ombreggiata del fiume dove, secondo i suoi vaticini, passerà il corpo esangue del governo giallo-verde.

Se si è colta una leggera insofferenza nei confronti del costituendo governo, non vorremo si rimanesse nel dubbio per i sentimenti nutriti verso quel che rimane del Partito Democratico.

Che in campagna elettorale aveva strillato del rischio paese se al governo fossero arrivate le truppe della Legapentastellata.

Ora se quel rischio evocato è vero non ci si può permettere il lusso di ingozzarsi di pop corn. Parimenti se il rischio non è tale, in campagna elettorale si è esagerato, contribuendo oltremodo alla propria disfatta. Dalla quale non ci si riprenderà confidando sugli errori altrui.

Ancora qualche ora e questo poco edificante spettacolo si concluderà.

Che gioia per gli amanti del trash….

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