CONDIVIDI

La situazione è troppo ingarbugliata e, seppure presenti in loco, non siamo riusciti a comprendere nulla della burrascosa trattativa legata alla formazione del governo. Troppi i veti. Troppe le star della politica indispettite e intolleranti. Troppo complesso il sistema delle possibili geometrie variabili.

Nessuno è in grado di far previsioni attendibili. Né sulla formazione del governo, né sui tempi. Tempi di durata dello stesso, tempi per indire nuove elezioni, tempi per individuare un premier, neutro o di parte che sia.

Eravamo dentro ai Palazzi, quelli che dovevano essere aperti come una scatola di tonno, a far domande, ottenendo risposte che più diverse non si poteva quando abbiamo sentito un botto.

Occhi rivolti alle grandi finestre e vista di una colonna di fumo nera.

Ci dicono di stare tranquilli. Ma chi lo dice non è tranquillo.

Mano ai cellulari e ci avvertono di un autobus in fiamme. In via Tritone. Non è un attentato. È solo un mezzo obsoleto. Che non regge più l’urto lentissimo della pluriennale usura.

Sembra che non vi siano feriti, grazie alla perizia e sangue freddo del conducente.

No, purtroppo lo scoppio ha ferito alcuni passanti, in modo lieve.

E poi c’è una commessa di un negozio che, sfortunatamente, si trovava nei pressi della vetrina. Le sue condizioni sembrano essere più grave di quelle dei passanti.

Dopo lo shock, le domande. Tante. Tutte impertinenti. Sui vertici dell’azienda romana trasporti. E sulla giunta romana.

Quelle domande che tutti si stanno facendo.

E un’unica risposta certa.

No, non è un complotto.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.