CONDIVIDI

Ecco la gita delle terze della scuola media di San Martino. A sorpresa, la neve.

Per molti di noi è stata la gita scolastica più interessante a cui abbiamo partecipato: laboratori sul fumo coinvolgenti e poi una passeggiata a 1.776 metri di altezza in mezzo ad un paesaggio mozzafiato, reso ancora più bello dalla neve caduta il giorno prima.
Ma andiamo con ordine.

La gita di mercoledì 8 novembre, a cui hanno preso parte entrambe le terze della scuola media “D. Alighieri” di San Martino, era costituita da due parti: la prima consisteva in alcuni laboratori antitabagismo a villa Ca’ Dotta, a Sarcedo, in provincia di Vicenza; l’altra prevedeva la salita al sacrario di Cima Grappa.
Arrivati a villa Ca’ Dotta alcune educatrici – Elena, Astrid e Matilde – ci hanno divisi in tre gruppi, che dovevano partecipare a rotazione a quattro diversi laboratori.
Il laboratorio preferito dalla maggior parte di noi è stato l’immaginativo.
Ci hanno fatto accomodare su alcune poltrone, indossare delle cuffie e chiudere gli occhi. In questa situazione molto rilassante la guida ci ha raccontato una storia di cui noi eravamo i protagonisti. Esploravamo due grotte che conducevano ciascuna a due montagne. Nella prima grotta l’aria era irrespirabile e le montagne, situate al termine di un corridoio ricoperto da un muco nauseante, erano nere e si muovevano lentamente e a fatica; nell’altra grotta, invece, tutto era pulito e si respirava bene. Alla fine abbiamo capito che il nostro “viaggio” si era svolto in due corpi diversi, quello di un fumatore e quello di un non fumatore. Lo scopo del laboratorio era di farci riflettere sul fatto che siamo noi a decidere quale dei due essere.
Nel laboratorio creativo dovevamo associare delle foto sparse sul pavimento a pensieri, emozioni e sentimenti collegati all’argomento fumo. Ne è risultato un cartellone che ora è appeso nella nostra scuola.
Gli ultimi due laboratori avevano come tema gli effetti del fumo, non solo su di noi ma anche sull’ambiente. Le nostre guide ci hanno parlato delle sostanze contenute in una sigaretta, ben 4.000 tossiche, tra cui catrame, ammoniaca, arsenico e, naturalmente, nicotina, che restringono le arterie, rendono difficoltosa la respirazione, ingialliscono i denti e invecchiano la pelle. Una volta che la sigaretta è stata usata, spesso viene gettata per terra, così tutte le “belle” sostanze impiegate per fabbricarla finiscono nell’ambiente.
Avevamo trattato ampiamente l’argomento fumo a scuola, ma i laboratori hanno consolidato le nostre conoscenze e speriamo che abbiano convinto tutti a non intraprendere la via che porta alla dipendenza dalla nicotina.

Intorno alle 12.30 siamo risaliti in pullman e ci siamo diretti a Cima Grappa.
Il viaggio è stato lungo, la strada piena di tornanti e ci siamo un po’ annoiati, finché non abbiamo incontrato la neve a tre quarti della salita. Che meraviglia! Da quel momento ci siamo “svegliati”.

Il sacrario di Cima Grappa è uno dei principali ossari della Prima guerra mondiale. Raccoglie i resti di circa 23.000 caduti, sia italiani che austroungarici. E’ costituito da una serie di gradoni semicircolari e per arrivare sulla sua sommità abbiamo percorso una lunghissima scalinata. In cima al sacrario c’è una piccola chiesa dedicata alla Madonna del Grappa, mentre alla base c’è un museo, che espone i ritrovamenti delle trincee e molte foto, tra cui quelle illustranti le fasi di costruzione della struttura. Nel museo noi ragazzi abbiamo esposto il frutto delle nostre ricerche: sulla vita di trincea, sulla battaglia di Caporetto, sul culto dei caduti, sull’idea di nemico, sulle guerre di ieri e di oggi e abbiamo letto alcune poesie di un famoso poeta-soldato, Giuseppe Ungaretti.

Di sicuro non potremo dimenticare il momento toccante rappresentato dalla lettura dei nomi dei caduti di San Martino e di Beverare. Erano quasi un centinaio e avevano un’età media di 26 anni. Furono costretti a uccidere giovani come loro, nemici solo perché combattevano sul fronte opposto.
Messi di fronte all’enormità della tragedia che la guerra rappresentò per tanti ragazzi poco più grandi di noi e immersi nello spettacolo mozzafiato del sacrario coperto di neve e circondato dalle nuvole, ci siamo sentiti piccoli e impotenti.

Giovanni Andemo, Rachele Gibin ed Elin Marroni, classe III A

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.