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“Non abbiamo dato una disponibilità a una trattativa in quanto le differenze sono su temi di fondo sulla vita delle persone. Mi riferisco in particolare al lavoro, alla sanità universale e al no a una compagna elettorale su meno tasse per tutti”. Lo dice Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp, al termine dell’incontro con la delegazione Dem. “Il tempo è scaduto, non ci sono margini per nessuna intesa”, aggiunge Giulio Marcon di Sì-Possibile.

Ricordatevi di queste parole.

Sono quelle che affossano definitivamente ogni possibilità che il centro sinistra possa vincere la futura competizione elettorale e quindi governare.

Il tempo scaduto, le distanze incolmabili, le differenze di fondo. Tutti regali alla destra e/o al Movimento 5 stelle. Regali non voluti, ma di fatto, regali.

Tutto ciò ci riporta la mente alla fine del millennio scorso. In un clima surreale una forza come Rifondazione Comunista fece cadere il governo Prodi sulle 35 ore. Il centro destra, quasi stordito da tanta generosità, non gli pareva vero. Era distrutto da beghe interne ma aveva la possibilità non solo di rinascere, ma addirittura di vincere una competizione che fino a quel momento dava per persa. Gli si serviva il governo del paese su un piatto d’argento.

Governo che il centro destra conquistò, non subito (in quanto D’alema e Amato si avvicendarono nella funzione di Primo Ministro) ma attendendo le future elezioni politiche. Che vinse a mani basse, grazie anche alla candidatura Rutelli. Quello del pane e cicoria.

Non è servita a nulla, quell’esperienza. Non è servita a nulla, proprio a nulla.  D’alema, Bersani e gli altri dovrebbero ben ricordarla. Allora erano nei panni di chi perdeva il governo del paese, oggi di chi lo fa perdere.

La partita quindi è fra Berlusconi e Grillo.

Tutto il resto è noia, perché trattasi di spettacolo già visto.

Tutto il resto è rumore di fondo, ritmato dai tamburi che nei cortei sindacali si batteranno. In segno di protesta.

Dopo, sempre dopo, la disfatta.

Per il centro sinistra si salta un giro. In attesa di riconciliazioni e lacrime di coccodrillo.

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