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slow-food

«Una proposta rivolta a tutti coloro che vogliono vivere meglio (…). Da oggi i fast food vengono evitati e sostituiti dagli slow food, cioè da centri di goduto piacere. In altri termini, si riconsegni la tavola al gusto, al piacere della gola (…) Lo slow-food è allegria, il fast-food è isteria».

Sono alcuni passaggi del documento pubblicato trent’anni fa su “Il Gambero Rosso”, supplemento settimanale del quotidiano “il manifesto”: era il 3 novembre 1987. Aveva molte firme prestigiose, oltre a quelle di Carlo Petrini e Stefano Bonilli – che dirigevano insieme quelle pagine – e del direttore Valentino Parlato, di intellettuali e dirigenti politici: Folco Portinari (che materialmente scrisse l’appello), Dario Fo, Francesco Guccini, Gina Lagorio, Ermete Realacci, Sergio Staino e tanti altri. Il libro “Slow Food. Storia di un’utopia possibile”, firmato da Carlo Petrini con Gigi Padovani, racconta questi trent’anni del movimento nato da quelle due parole che allora nessuno conosceva – slow-food con il trattino – che ha cambiato il nostro modo di guardare al cibo. Vi invitiamo a festeggiare insieme questo anniversario, in un incontro a Torino in cui racconteremo il passato e investigheremo sul futuro di Slow Food con i protagonisti di allora e di chi ha partecipato al Settimo Congresso Internazionale appena conclusosi a Chengdu, in Cina.
Per scrivere il libro sono stati realizzati dei video con le interviste: alcuni sono già online, altri saranno pubblicati a breve.

Questo è il calendario degli incontri già fissati a Torino e Chieri per il libro su Slow Food. Altri ne seguiranno. A fine novembre tappa anche a Sant’Arcangelo di Romagna, per il volume sull’”Arte di bere il vino e vivere felici”. E “stay tuned”, perché a metà novembre arriva una sorpresa: un nuovo libro edito da Centauria su una mai sopita passione di Clara e Gigi Padovani… quale?

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