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Il Bosco incantato

La Fata dei Boschi è venuta a prendere Lisa per farle visitare il Bosco incantato dove vivono i personaggi fantastici.

Il Bosco è pieno di alberi da frutto con mele, ciliegie, susine, albicocche e ognuno è custodito da un animale, escluso il banano dove ci sono 3 scimmiette (non vedo, non sento, non parlo).

Girando per i viali improvvisamente si imbatterono nella Bella addormentata nel Bosco che girava con le mani dietro la schiena nervosissima.

“Cosa c’è?” Chiese Lisa.

“Soffro d’insonnia, non riesco più a dormire”.

“Beh, hai dormito così tanto, prima che il Principe ti svegliasse!” disse la Fata dei Boschi.

“Eh, il Principe” riprese la Bella, “Quando lo vidi la prima volta era bellissimo, ma quando siamo andati a vivere insieme è stato un disastro. Russa come un Cosacco. E allora provo a ritornare qui per vedere se mi torna il sonno. Ecco vedo un bell’albero, mi metto sotto e provo a dormire. Ciao, ciao”.

Lisa e la Fata ripresero il loro cammino e videro Biancaneve che nascosta dietro una siepe stava mangiando una torta.

“Biancaneve, come stai?” chiese lisa

“Bene, grazie” disse Biancaneve “Avete visto i Nani?”

“No!”

“Meno male, io adoro le torte di mele e loro per paura che ci mettano delle mele malefiche me la proibiscono. Umh che bontà. Non ve ne offro perché mi è rimasta solo una fetta”.

In quel mentre si sentirono le voci dei Nani che chiamavano Biancaneve e lei si ficcò la fetta intera in bocca rischiando di soffocare.

Per fortuna la fata dei boschi fece una magia e riportò indietro il tempo e Biancaneve mangiò la sua fetta con calma.

I nani arrivarono che aveva già finito. Avevano con loro una bambina.

“Come si chiama” chiese Lisa.

“Melinda”, rispose lei. Biancaneve si mise le mani sulla testa e corse via.

“Ma non sono di Trento” disse la bimba ma lei era già lontana.

“Ma sono tutti matti, qui” disse Lisa

“Quasi” rispose la Fata “Ma sono divertenti si vogliono tutti bene”.

Venne l’ora di pranzo e andarono alla locanda dei pirati dove non c’erano tavoli ma bauli da viaggio.

A servire ai tavoli c’era il Bianconiglio, che velocissimo portava le pietanze. Alla cassa c’era lo Stregatto che cercava sempre di non fare lo scontrino fiscale, ma i Gendarmi di pinocchio lo riprendevano subito e tutto funzionava bene.

In un angolo Lisa riconobbe Dino e corse a farsi fare un panino kebab. “E’ buonissimo, mangiane anche tu” Ma la Fata dei Boschi aveva optato per i funghi magici: “Mi fanno sognare” disse.

Finito il pranzo ripresero il loro giro e trovarono Pollicino disperato perché gli uccellini gli avevano mangiato tutto il pane e non sapeva più tornare a casa.

In compenso la Principessa aveva perso il pisello, le iene non riuscivano più a ridere neanche al cinema.

I fagioli magici non crescevano più, pioggia non era più un cavallo ma acqua a catinelle dal cielo.

“Ecco che quello stupido di Gargamella ha fatto un altro scherzo” disse la Fata.

“Vieni Lisa, andiamo a trovarlo”

Gargamella era nascosto sotto un fungo porcino e quando vide la Fata gridò: “Non lo faccio più, non lo faccio più”.

La Fata lo prese per un orecchio e chiese a Lisa: “Lo perdoniamo?”

“Ma si” disse Lisa.

“Grazie” disse il Mago e le diede un porta fortuna. “Quando vedi che la Maestra Biancarosa ti vuole dare i compiti per casa mostrale questo e lei si dimenticherà tutto”.

Corse via ben contento di essersela cavata così facilmente.

Lisa e la Fata rimasero a chiacchierare fino a quando il sole tramontando creò una rossa aureola sulle chiome degli alberi. Sembrava proprio un bosco incantato.

(Bloc Notes di Gianni Magnan)

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