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fatina

Lisa stava dormendo abbracciata a Billy quando sentì bussare al vetro. Aprì lentamente gli occhi e poi balzò a sedere. Era la Fata dei Boschi: “Presto Lisa vestiti e vieni via con me”.

“Ma non posso lasciare la mamma da sola” disse Lisa.

“Non ti preoccupare se vieni con me il tempo è magico. Per noi scorrerà normalmente ma per la tua famiglia sarà passato solo un secondo e tu domani ti sveglierai ben riposata e pronta per andare a scuola”.

Detto, fatto, in un attimo erano fuori e volarono insieme verso la foresta.

Quella sera c’era il raduno mondiale delle Fate.

Arrivarono in una radura illuminata da torce luminosissime. All’ingresso c’erano due orsi che controllavano i documenti. Le sedie erano formate da tigri e pantere non di pelouche, ma veri.

Quando tutte le fate furono arrivate, la Fata Winx più anziana iniziò a parlare gettando polvere magica sulle torce.

“Care amiche oggi dobbiamo decidere una cosa importante. L’ammissione di una nuova fata. Come sapete per diventare fate bisogna aver superato diverse prove. La prima è di avere un grande cuore. La seconda di avere tanta fantasia. La terza di studiare e poi di saper ballare e cantare. Abbiamo cercato a lungo e oggi ho l’onore di proporvi il nome.

LISA, diede un colpetto alla sua amica Fata dei Boschi e chiese “ma tu sai chi è?”

“Siiii, aspetta e vedrai”.

In quel mentre si fece silenzio e poi una grande orchestra formata dai gatti degli Aristogatti cominciò a suonare una musica bellissima.

Senza saperlo Lisa cominciò a cantare e tutte le Fate si associarono.

Era la canzone di una Storia Infinita e poi la musica cambiò. Adesso era Violetta a cantare e tutti animali e fate presero a ballare.

Poi tutto tacque e nel cielo comparve una scritta luminosa: “Benvenuta tra noi lisa, da oggi sei la Fata Furbacchiona”.

“Io?” gridò Lisa e poi vedendo che tutti facevano di sì, disse: “Grazie, sono molto felice di entrare in questo Club ma voglio chiedere alla mamma che nome prendere”.

“Accordato” dissero le fate.

Lisa abbracciò tutte e poi accompagnata dalla Fata dei Boschi tornò a casa.

Al mattino quando la mamma la svegliò Lisa le diede un bel bacio e poi le disse:

“Ho fatto un sogno bellissimo”.

“Vieni giù a mangiare sennò farai tardi a scuola”.

Lisa allora saltò giù dal letto e guardandosi allo specchio si accorse di avere il vestito da Fata addosso. “Ma allora non ho sognato!” disse tra sé e sé e poi corse giù e chiese a Mamma Ricky: “Mamma se io fossi una fata come potrei chiamarmi?”

La mamma la guardò con tenerezza e disse: “Lo scegliamo stasera, adesso mangia”.

E Lisa non se lo fece ripetere due volte. Dopo la gita notturna aveva molta fame.

“Mamma questa colazione è magica” e si mise a ridere anche se la mamma non sapeva perché.

(Bloc Notes di Gianni Magnan)

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