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Qualche motivo per considerare che il lavoro domenicale forse non è così sbagliato…

In tutta italia e in Veneto in particolare impazza la polemica sulle aperture domenicali dei Centri Commerciali con addirittura Comitati e proteste anche nei più sperduti angoli del mondo.

Questo tema è particolarmente sentito dalla Chiesa Cattolica per la quale la domenica è il giorno del Signore.

La domenica però non è il giorno di riposo per tutte le religioni (gli Ebrei non lavorano il sabato, i Musulmani il venerdì) né per tutte le professioni. E’ pacifico che sanità, polizia, alberghi, ristoranti sono aperti di domenica.

Immaginiamo la sorpresa di una commessa di Supermercato che ottenuta finalmente la possibilità di non lavorare la domenica si sentisse rispondere dal ristoratore dove aveva previsto di consumare un gaio pasto con la famiglia: “Mi dispiace ma non lavoro di domenica”.

Al di là delle battute i dati sono chiari. L’Italia è uno dei paesi dove si lavora meno di domenica (19,5%) e il Veneto è tra le ultime regioni d’Italia (18,6%). Meno che in Veneto si lavora in Italia solo in Campania, Emilia Romagna, marche e Lombardia.

Più che l’abolizione del lavoro domenicale quindi, il problema andrebbe spostato su un altro campo e cioè il divieto di utilizzare gli straordinari per le aperture domenicali, un consistente aumento della remunerazione del lavoro festivo, la limitazione per la stessa persona del numero delle domeniche lavorate in un anno.

E’ evidente che l’abolizione del lavoro festivo è impossibile e come hanno diritto i lavoratori dei centri commerciali a orari che consentano di mantenere i rapporti familiari così bisogna consentire anche agli altri cittadini che fanno lavori disagiati di poter qualche volta andare a fare la spesa con calma e con tutta la famiglia.

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