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Ci sono anche i narcisisti. Io prendo sempre il giornale. Un giorno vedo uno con una barba rossiccia che mi guarda al di là delle sbarre della cella.

E’ uguale alla foto diffusa dai carabinieri e stampata sul Carlino.

“Ci sono sul giornale” mi chiede “Sì con foto a colori!”.

“Mi puoi dare la pagina?”

“Sì ma cosa te ne fai?”

“L’appendo in cella, mi hanno detto che sono venuto bene”. Gliela do e se ne va felice.

Il giorno dopo lo trovo all’aria. Arriva anche il Bibliotecario e gli chiede se vuole un libro.

Lui prende il catalogo e dice ad alta voce: “vorrei un romanzo di spessore, non i soliti gialli”.

Ecco prendo questo”, afferma inclinando gli occhiali e assumendo un’aria assorta, “I fiori del Male”.

“Guarda che è un libro di poesie” gli dico. “Allora no e ripiega subito su un giallo “La notte del Leopardo”.

Lo rivedo dopo qualche giorno. E’ tutto graffiato. Che sia stato il leopardo?

***

Uno dei miei nuovi compagni di cella è un uomo atletico, un po’ peloso fissato coi cetrioli e le donne. Donne? Una in realtà. Una simpatica burlona che lo ha fatto arrestare per coltivazione di Marijuana.

Da vero gentleman lui si è assunto tutte le responsabilità ma lei non lo ha ripagato.

Da molto tempo non lo viene più a trovare e gli ha fatto causa per maltrattamenti.

Lui dice di odiarla, di volerla punire ma si capisce che in realtà si sente tradito, non tanto fisicamente, ma in quello in cui aveva creduto.

Tra poco uscirà e vuole rifarsi una nuova vita. Vuole andare in Bulgaria e coltivare aglio anche se i vampiri sono da tempo scomparsi.

Vorrebbe coltivare anche lo zafferano ma mentre per l’aglio riesce a fare i conti al centesimo, per lo zafferano sa che si ricava dai bulbi e che gliene servono circa 180mila per avere un buon risultato economico.

Ma non sa quanto tempo ci vuole per sbucciarlo. me lo chiede e gli dico che solo il calcolo dei tulipani. Lui scuote la testa sconsolato e si rimette a pensare alla donna della sua vita. Pesa 120 chili ma dice è tutto sesso: una bomba con il tacco 12. Lo guardo e lui vede la mia incredulità ma riconferma e per convincermi mi racconta delle sue lettere erotiche.

“Queste sono cose tue – gli dico – tienile per te”.

Allora mi dice: “Mi ha fatto tanto male ma posso comunque dire di essere stato fortunato. Quando ci siamo conosciuti aveva un’amica che si chiamava come lei e un amico che aveva anche lui lo stesso loro nome (con la O ovviamente). La mia mi ha mandato in galera, l’altra invece il marito lo ha ucciso”.

Lo guardo e mi dico che è vero che gli ottimisti riescono a vedere sempre il lato positivo delle cose.

Ha un solo rimpianto non aver capito in tempo i suoi trucchi.

Per un coltivatore di Marijuana è proprio il colmo non avere mangiato la foglia.

Ma non tutto è andato in fumo: è ancora giovane può anche sperare di azzeccare un terno al lotto. Tra poco infatti esce (dalla prigione, maligni) ma non sulla ruota di Venezia

(Bloc Notes di Gianni Magnan, 3 – Segue)

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