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Il presidente Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù: “i consumatori riconoscono il valore del territorio e dei prodotti stagionali tipici e locali”

“I negozi di vicinato continuano a patire una contrazione delle vendite iniziata alcuni anni fa, ma i mercati di Campagna Amica, grazie alla formula azzeccata della filiera corta e di un rapporto diretto tra produttore e consumatore, conoscono un momento di deciso successo, destinato a durare nel tempo”. Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù intervengono commentando i recenti dati che emergono dall’indagine della Coldiretti su dati Ipr marketing a commento dei dati Istat sul commercio al dettaglio nel luglio 2016 che risultano in calo sia dal punto di vista congiunturale che tendenziale. Soprattutto a seguito delle performance durante l’estate, al contrario, continuano a crescere gli acquisti diretti dal produttore, grazie all’attenzione per il benessere e per la salute, ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. Soffrono le vendite del dettaglio tradizionale, soprattutto nei piccoli negozi, ma cresce il commercio ambulante con il boom dei mercati di Campagna Amica, dove hanno fatto la spesa più di quattro consumatori su dieci nel 2016, con un aumento record del 55% negli ultimi cinque anni. L’83% dei consumatori considera l’acquisto di prodotti alimentari, direttamente nei mercati di Campagna Amica, sicuro con una percentuale che è superiore del 23% rispetto ai supermercati e del 15% rispetto al dettaglio tradizionale. Non è un caso che l’81% dei consumatori se fosse libero di scegliere preferirebbe comperare la frutta direttamente dagli agricoltori e l’88% degli italiani vorrebbe avere un mercato vicino a casa per poter liberamente scegliere ed acquistare. “I mercati degli agricoltori vengono scelti per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero – sottolineano il presidente Cerantola ed il direttore Palù – messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio”. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi, che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita, che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio. Oltre a ciò nei mercati dei contadini è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione, che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita, dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. “Acquistare prodotti a chilometri zero è anche un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda – concludono il presidente Cerantola ed il direttore Palù – ma anche un sostegno all’economia ed all’occupazione locale. Si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita ai mercati contadini, che in Italia che sono diventati non solo luogo di consumo, ma anche momento di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

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