Una calza a Salire e una a scendere

Va in scena a Macerata "Una calza a Salire e una a scendere" di e con Davide Peron...

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Va in scena a Macerata “Una calza a Salire e una a scendere” di e con Davide Peron

Carnia, inverno 1916: La Prima Guerra Mondiale ha portato un cambiamento radicale del volto di un’intera generazione e di una intera società. Mentre gli uomini erano al fronte le donne lavoravano nelle fabbriche, cercavano di sostenere la famiglia e in alcune aree del nostro paese hanno avuto un ruolo determinante anche per l’approvvigionamento delle prime linee. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, in Carnia più di 2.000 donne tra i 12 e i 60 anni accettarono volontariamente di fare le portatrici per rifornire le prime linee italiane. Così ogni giorno, per ventisei mesi, dall’anno 1915 all’ottobre 1917, caricati in spalla fino a 30-40 chili di rifornimento (munizioni, cibo, medicinali, attrezzi, di tutto), con ore e ore di marcia dai magazzini di fondovalle li trasportavano fino al fronte. A rischio della vita. Proprio mentre prestava la sua opera, una di loro, Maria Plozner Mentil, fu colpita a morte. Aveva 32 anni. Era nata a Timau il 17 novembre 1884. Sposata, madre di quattro figli e il marito al fronte sul Carso si trovò a vivere in mezzo ai soldati, poiché le montagne attorno al suo paese vennero trasformati in campi di battaglia. Le verrà assegnata una medaglia d’oro al valor militare, diventando un esempio per altre donne che vicino al fronte, daranno man forte ai combattenti. Le compagne ne ricordano il temperamento fermo: “Dava coraggio alle altre”.

…i piedi sanno la strada. Un’orma dopo l’altra, il mio marchio nel bianco. Uno due tre quattro. Non conto i passi, ma i ferri da calza. Li sfioro con la punta delle dita gelate, quasi ad assicurarmi che siano ancora tra le mie mani. Mi ci aggrappo come a una carezza, l’unica che mi è rimasta: una calza a salire e una a scendere. Dal paese, che ogni mattina all’alba mi lascio dietro le spalle, fino al fronte, oltre i pascoli, dove il mondo sembra finire tra le cime che tagliano il cielo, riesco a fare la prima. La compagna la finisco prima di tornare a valle. Quando tutto è più leggero […]E chi sa quei poveretti lassù. Chi sa se ritroverò domani tutti i sorrisi, gli sguardi affilati e le bestemmie che ho contato oggi. Domani è tra una manciata di ore, in fondo. Ma per chi può morire da un minuto all’altro sotto i colpi dell’artiglieria austriaca, il tempo è una collana di attimi. Granelli di presente tenuti insieme dal filo sottilissimo cui è appesa la vita. (Maria Pozner Mentil)
Le parole di Maria sono accompagnate dalle intense canzoni di Davide Peron (chitarra, armonium e voce).

Venerdì 16 settembre 2016
ore 20.30
Centro Studi Biblici “G.Vannucci” – Montefano (MC)
Con Davide Peron e Eleonora Fontana

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