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Fabrizio_Bosso
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Domenica 17 luglio, presso i Giardini di Palazzo Casalini, nell’ambito del festival “Jazz nights at Casalini’s garden, si terrà la prima edizione del Premio Marco Tamburini, iniziativa fortemente voluta da RovigoBanca che l’ha organizzata in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “F. Venezze” di Rovigo.

La serata vedrà sul palco otto finalisti selezionati tra decine di domande pervenute. Ogni finalista suonerà una composizione di Marco Tamburini, scelta tra quelle messe a disposizione dalla commissione giudicatrice.

I partecipanti (per regolamento di età inferiore a 30 anni) sono spesso giovani promesse del Jazz italiano con, alle volte, un curriculum già pieno di esperienze importanti.

Sul palco del “Casalini” saliranno: Marcello Abate di Mantova (chitarra);  Emanuele Di Teodoro di Teramo (contrabbasso); Danilo Tarso di Taranto (pianoforte); Francesco Zampini di Prato (chitarra); Giovanni Perin di Padova (vibrafono); Ivan Elefante di San Giorgio a Cremano (NA) (tromba); Michele Tino  di Napoli (sax alto); Giovanni Agosti di Sesto San Giovanni (MI) (pianoforte).

I finalisti saranno accompagnati da una ritmica composta da tre insegnanti del Conservatorio Venezze e cioè Stefano Onorati al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso e Stefano Paolini alla batteria.

La giuria che assegnerà i tre premi ai primi tre classificati (1000 euro al primo, 500 al secondo e 300 al terzo), è composta da Claudio Donà (insegnante di Storia del Jazz e Direttore dell’etichetta discografica Caligola Records), Marcello Tonolo (pianista e insegnante presso il Conservatorio di Padova) e Fabio Petretti (sassofonista ed insegnante presso il Conservatorio Venezze di Rovigo).

Presidente della giuria sarà uno dei colleghi di strumento più vicini negli ultimi anni a Tamburini, Fabrizio Bosso, il quale farà anche un intervento musicale durante la serata.

Il Premio intitolato all’indimenticabile Marco, colui che ha creato insieme a RovigoBanca la rassegna “Jazz Nights at Casalini’s Garden”, nasce da un’idea pienamente condivisa tra RovigoBanca, Conservatorio rodigino e, ovviamente, famiglia dell’artista. L’obiettivo è quello di fare in modo che si possa continuare negli anni a tener viva la memoria del grande musicista, consentendo, nel contempo, che nel nome di Tamburini si possa continuare a dare aiuto a dei giovani musicisti emergenti: una finalità che gli è sempre stata cara.

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