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callegarin
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Si è svolta presso la Biblioteca Comunale Carlizzi di Rovigo, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’Autore”, promossa dall’associazione Renzo Barbujani, la presentazione del libro “ Marcel Proust” di Lino Pietro Callegarin.

Amare Proust in età matura è possibile, pur avendo una formazione come chimico industriale, con una laurea che nulla ha a che fare con la letteratura francese? Si, perché è questo che ha fatto Lino Pietro Callegarin ,scrivendo  “Marcel Proust le opere e i giorni “, in una scrittura spesso notturna, affrontando in ventidue punti il mondo del grande autore francese.

Nella bella prefazione al libro, Sergio Garbato spiega l’intento didattico, “cioè mettere il lettore in condizione di avvicinarsi all’opera proustiana, varcarne le porte, e condividere con altri lettori il suo entusiasmo e la sua continua ammirazione per la Recherche“.

E’ il profumo de “la madeleine”, piccolo dolce che degustato che ridesta un ricordo sopito, in un tempo che diventa dilatato e che si apre a pensieri notturni, ad immagini sfumate, al sogno, alla malinconia, al rimpianto, alla scoperta del doppio io, in una narrazione in prima persona in cui l’io di Proust si trasforma nell’io del Narratore verso l’abisso nichilista del nuovo secolo.

Siamo nella Parigi della Belle Epoque, delle esposizioni universali, dei pittori impressionisti e poi dei movimenti pittorici d’avanguardia, delle influenze della psicanalisi, della musica romantica francese.

E Marcel Proust prima della malattia che lo accompagna già da bambino con la prima crisi d’asma a nove anni, vive questo mondo, conosce Oscar Wilde, diventa amico del musicista Reyaldo Hahn, allievo di Massenet e pubblica su “Le Figaro” una serie di articoli sui salotti parigini.

Per il critico Piero Citati ne “La colomba pugnalata”, l’asma era il suo male sacro cioè l’arte, dell’uomo Proust, parigino e poeta.

Lo scrittore francese abbandonerà nel 1910 la vita di società per concentrarsi sul suo romanzo “La Recherche” che scriverà nella sua stanza da letto foderata col sughero per isolarla dai rumori esterni.

Proust era un borghese benestante e la sua scrittura complicata in sette romanzi, di cui basterebbe leggere solo il primo, che introduce tutti i temi, vista la complessità dell’opera, che spazia in oltre tremila pagine, il suo contesto familiare ed affettivo, la realtà storica dell’epoca a Parigi..

Il libro di Callegarin si apre con nove variazioni su Proust cioè nove disegni in bianco e nero tratti da una sua famosa fotografia; poi ci introduce ai grandi temi del romanzo, all’ebraismo di Proust o la sua presunta omosessualità, ai personaggi ed i paesi della Strada di Swann”, di “All’ombra delle fanciulle in fiore”, dei “Guermantes, di Sodoma e Gomorra, della prigioniera, della fuggitiva e per finire del tempo ritrovato”.

Le belle elaborazioni fotografiche di Domenico Russo, tratte dalle immagini del libro, proiettate in contemporanea alla spiegazione del testo, tutte rigorosamente in bianco e nero, hanno riportato il numeroso e attento pubblico ai tempi delle lastre di nitrato d’argento, riproducendo i luoghi della Recherche, mostrando gli amici ed i conoscenti di Proust, gli artisti ed altre figure a cui l’autore si è probabilmente ispirato, raffigurando il contesto storico in cui Proust viveva, come le barricate di Parigi o l’affare Dreyfus e la prima guerra mondiale; a queste foto si sono aggiunte quelle delle copertine dei volumi pubblicati o di pagine corrette ripetutamente dallo scrittore.

Callegarin, quindi, ha spiegato il suo incontro con Proust e la “ Recherche “, la cui lettura comporta competenze in ambito botanico, filosofico, sociologico, storico, musicale, pittorico, religioso, psicologico, astronomico ed altro ancora; ha ricordato di avere scritto questo voilume per avvicinare il lettore all’opera proustiana e facilitarne l’approccio.

Molti si sono chiesti se Proust ha chiuso una fase o ne aperto una nuova? Callegarin ha concluso l’incontro spiegando che lo scrittore francese ha aperto il ciclo del romanzo-saggio, perché c’è un narratore che riferisce, con una analisi dettagliata, in una ricerca non solo psicologica, ma anche scientifica.

Il libro di Lino Piero Callegarin, con in copertina i vivi disegni di Luigi Paparella e l’iconografia a cura di Sergio Garbato, può far mare Proust, perché è un vademecum letterario, una chiara e precisa guida sul mondo dell’artista francese di cui sappiamo poco e che forse in tanti avrebbero voluto affrontare, ma la mole della scrittura li ha sempre spaventati; ora, però, si può davvero lasciarsi trasportare dal profumo di una madeleine.

 

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