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Con il latte delle stalle venete più qualità per il consumatore e competitività per le imprese

L’Italia è in vetta alle classifiche sulla genetica dei bovini. Animali più sani, dunque, più longevi e, soprattutto capaci di produrre un latte di alta qualità. “In Veneto abbiamo colto da subito questa sfida importante – spiega il presidente dell’Associazione regionale allevatori, Floriano De Franceschi – che risponde anche alla precisa esigenza del consumatore di sapere cosa mette in tavola, dal latte ai formaggi. Ma abbiamo fatto ancora di più, nel tentativo di rispondere al meglio alle esigenze degli allevamenti e della competitività con mercati prima sconosciuti”. L’Italia, infatti, fa parte del consorzio nordamericano insieme ad Usa, Canada e Gran Bretagna, per quanto riguarda l’ultima frontiera della selezione genetica nel mondo. “Siamo tra i paesi più avanzati zootecnicamente. E questo processo virtuoso che abbiamo innescato, testimoniato dai 20mila capi che si sono aggiunti rispetto al 2014 – aggiunge il presidente De Franceschi – è determinante per la sicurezza del prodotto, che in Veneto viene sottoposto a rigorosissimi e frequenti controlli, al fine di garantire l’alta qualità, ma anche per aumentare la redditività delle imprese, in un mercato globale che vede arrivare dall’estero prodotti decisamente differenti per caratteristiche organolettiche, sicurezza e qualità”. I numeri danno l’idea degli straordinari risultati conseguiti: la produzione media per vacca è giunta oggi a quasi 96 quintali di latte prodotto, con il 3,27% di proteine ed il 3,66% di grassi. E tutto ciò è reso possibile grazie al sistema allevatori, che incentiva il ricorso ai controlli funzionali e sprona le aziende a lavorare puntando sulla qualità del prodotto. “I risultati conseguiti premiano in primis gli allevatori, appesantiti da una pesante crisi di settore – sottolinea il presidente De Franceschi – che hanno dimostrato una grande capacità nel gestire le proprie mandrie, sia sotto il profilo manageriale che selettivo e gratifica la nostra Associazione, in stretto raccordo con l’Associazione italiana allevatori, per il lavoro di miglioramento genetico portato avanti in questi anni”. Il sistema italiano di raccolta dati, i controlli funzionali e le valutazioni morfologiche sono tra i più accurati al mondo, sia in termini di qualità che di quantità. Ed a testimoniarlo sono i 280mila controlli annuali che vengono effettuati negli allevamenti in controllo funzionale, diversamente da molti altri importanti paesi. “Con le Associazioni nazionali di razza ed in particolare con l’Associazione nazionale della Frisona italiana – conclude il presidente De Franceschi – stiamo lavorando per migliorare ulteriormente, attraverso progetti mirati sulla selezione di nuovi caratteri, dall’efficienza alimentare, benessere animale, resistenza alle malattie, salute del piede, caratteristiche nutraceutiche del latte, emissioni gas in atmosfera e molto altro. Attraverso un moderno laboratorio analisi a disposizione degli allevatori veneti le stalle vengono costantemente monitorate, così come il latte prodotto ed il benessere dei capi”.

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