Lucio Dalla: il Parco della Luna

1149
CONDIVIDI

Il periodo fra il 1977 e il 1980 è stato per lui una magica era di grande musica e di canzoni e di storie bellissime, tutte raccontate con la sua vena felice e graffiante di quei tempi. In questo album del 1980 Lucio offre forse la sua prova migliore, in tutte le canzoni è al massimo della sua espressività. “Balla balla ballerino” e “Futura” sono le canzoni più famose di questo disco, ma non è su questi pur bei pezzi che vorrei puntare la mia e la vostra attenzione. Preferisco rivolgermi al Lucio Dalla del “Parco della luna”, dove viene raccontata la storia di un poco di buono chiamato Sonni Boi, nato a Ferrara, che, nonostante la fama poco raccomandabile e la vita da duro, si ritrova nel parco della Luna con la sua donna Fortuna, oppure a quello dolcissimo della “Sera dei miracoli”, una sera da innamorati ambientata nei vicoli di Roma. “Mambo” è una storia di un amore finito male, con rabbia e tristezza (“Non dormo da una settimana per quel cuore di puttana”), “Meri Luis”, personaggi e interpreti: il regista, il ragazzo cameriere, la star, il dentista, il taxista, la ragazza con le grandi tette per una storia da cinema, tutti “scaraventati in mezzo al traffico” e con il regista stanco di aspettare che manda “a cagare” la star e gli altri con le loro storie personali di solitudine. “Cara” è forse uno dei picchi di Lucio Dalla, una ballata fantastica dove il buon Lucio, alla fine del pezzo, dà luogo a uno dei suoi vocalizzi tipici, mentre “Siamo dei” è l’ unico pezzo, bello comunque, che sembra un po’ messo lì come un divertissement. Ho già detto che delle altre due canzoni si è già detto e scritto di tutto e di più, quindi mi sembra inutile dilungarmi, sono comunque dei pezzi ancora attualissimi, soprattutto “Futura”.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.